Atenei e tribunali, dilaga la protesta

protesta5.jpgContinua il clima di malcontento generale contro la riforma Alfano e si aprono nuovi focolai di protesta. Dopo le iniziative partite dall’Università la Sapienza, altri atenei sono pronti ad accogliere banchetti e volantini, aprendo la strada alla giornata di mobilitazione, fissata per giovedì 19 febbraio.
“Abbiamo lanciato un appello che è stato accolto dagli studenti dei tre atenei pubblici di Roma, dagli studenti della Luiss nonché da numerose associazioni professionali”, sottolinea Julian Colabello, esponente dei Giovani del PD, animatore della protesta che si sta diffondendo tra le università, tribunali e ambienti professionali.
“Dopo l’attacco all’università pubblica – sottolinea Colabello – ora si vogliono chiudere le porte delle professioni. Il DDL Mugnai sull’accesso alle professioni forensi sembra essere coerente con la politica del governo non interessata minimamente a tutelare gli interessi delle nuove generazioni”.
In questi giorni il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha infatti ribadito nella sua relazione davanti ai deputati di «voler procedere ad un’organica riforma dell’area giuridico-economica delle professioni coinvolgendo avvocati, notai e commercialisti». Lo stesso ministro mesi fa ha provveduto a incaricare il Consiglio Nazionale Forense (https://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/32726.htm) di stendere una bozza di riforma del settore, giustificata dalla necessità di garantire al pubblico professionisti più preparati e più selezionati.
Pare infatti, secondo i dati forniti e ricavati dal Consiglio degli Ordini forensi d’Europa, che un avvocato su tre nell’Unione Europea sia italiano: solo l’Italia sembrerebbe superare la soglia 200 mila avvocati, mentre, gli altri Paesi Europei si attesterebbero ben al di sotto, come la Spagna con 154.953 avvocati, la Germania con 146.910, il Regno Unito con 139.789, la Francia con soli 47.765.
Culmine del percorso di iniziative sarà l’incontro pubblico del 12 Marzo alla Sapienza con il Prof. Alpa, presidente del CNF, istituto che ha redatto la bozza della riforma.

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