Accordo Viminale-Crui, 100 borse di studio per studenti rifugiati

Graduation cup with colorful books and diploma

“Costruire ponti lì dove altri innalzano muri”. Da questo intento parte il protocollo d’intesa firmato al Viminale, tra la Conferenza dei Rettori (Crui) e il ministero dell’ Interno, per il diritto allo studio di giovani studenti titolari di protezione internazionale. L’accordo prevede il finanziamento da parte degli atenei (tramite fondi erogati dal Ministero) di 100 borse di studio per altrettanti studenti meritevoli, per la frequenza a un corso di laurea triennale, magistrale o dottorato di ricerca. Lo stanziamento da parte del Viminale – circa 4.300 euro per studente – sarà finalizzato a concorrere ai costi di vitto e alloggio dei ragazzi stranieri che frequenteranno l’università. Gli atenei dal canto loro, partecipano all’ azione di sostegno con l’ esonero totale delle tasse universitarie e l’ accesso alle biblioteche e agli altri servizi.
L’accordo ha validità dall’anno accademico 2016-2017, per cui a breve verrà istituito un bando apposito, e potrà essere rinnovato per i prossimi anni. L’iniziativa va a inquadrarsi in una strategia complessiva che ha portato alla definizione di un protocollo analogo con la Pontificia università lateranense. Questi provvedimenti hanno come obiettivo quello di accogliere l’invito del Parlamento europeo a creare ‘ Corridoi educativi’ nelle università in favore degli studenti provenienti da Paesi in conflitto. L’invito è scaturito da un appello dell’ europarlamentare Silvia Costa.
“Un grazie speciale – aggiunge l’ europarlamentare – va anche a quelle Università che gia’ spontaneamente avevano risposto al mio appello per l’ attivazione di corridoi educativi. Ricordo che il Politecnico di Torino, Ca’ Foscari e Iuav di Venezia hanno da poco siglato un accordo che consentirà a cinquanta studenti di Paesi in conflitto un percorso integrato di alta formazione sulla tutela del patrimonio culturale, come bene universale. Oggi, grazie a questa iniziativa mirata del ministero degli Interni e le prime cento borse di studio, l’Italia dimostra ancora una volta di essere in prima fila concretamente non solo nella prima accoglienza ma anche nella costruzione di progetti a lungo termine”.

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