#147notjustnumber: per non dimenticare Garissa

Dietro ogni volto un nome, una speranza, una vita tra studi, amici, famiglia; dietro ogni volto non può esserci solo un numero, una statistica, un servizio giornalistico. Ecco com’è nato il progetto #147notjustnumber del blogger kenyota Owaahh per raccontare le storie dei 147 giovani barbaramente uccisi nel College di Garissa lo scorso 2 Aprile.
Il progetto raccoglie foto, testimonianze, racconti di parenti o conoscenti, di tutti coloro che non vogliono ridurre la strage di così tanti studenti ad un mero numero nelle pagine dei giornali. In poche ore, il progetto ha avuto grande risonanza grazie alla diffusione sui social network: Twitter in primo luogo raccoglie tutte le testimonianze attraverso la chiave #147notjustnumber.
“Abbiamo dato vita a questo progetto perché sentivamo che la società in cui viviamo è diventata disumana – scrive il blogger ideatore del progetto – Pronunciare il nome dei morti è una tradizione fondamentale in Kenya, ma le vittime degli attacchi sono state ridotte a mere statistiche. Avevamo bisogno di fare qualcosa perché questo non succedesse più, per umanizzare i numeri e garantire che tutti coloro che sono morti a Garissa siano ricordati con un nome e un viso, non solo con un numero. Per questo è nato #147notjustanumber, e per questo abbiamo organizzato una settimana di veglia a Freedom Corner, a Uhuru Park. Con lo stesso obbiettivo lanceremo il sito «You are not forgotten» (Non siete stati dimenticati), un database che raccoglierà i nomi, le immagini e le storie di tutte le vittime di attacchi violenti, anche quelli che si sono verificati prima di Garissa. Faremo in modo di ricordare tutti, e così cambiare il modo in cui la nostra società vede la morte e l’omicidio di massa”.
Qui sotto alcuni dei ragazzi e delle ragazze, i loro sorrisi, le loro storie, per non dimenticarli. #147notjustnumber  

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