13 Reasons Why, la serie tv pericolosa ed istigatrice al suicidio

Tredici (13 Reasons Why, reso graficamente come TH1RTEEN R3ASONS WHY) è una serie televisiva statunitense creata da Brian Yorkey e basata sul romanzo 13 dello scrittore Jay Asher​. Da qualche settimana non si fa altro che parlare della serie, che è stata definita pericolosa ed istigatrice al suicidio. Tredici racconta infatti la la storia di Hannah Baker, una studentessa di un liceo americano che ha deciso di uccidersi e prima di farlo spiega agli spettatori le ragioni che l’hanno portata all’assurda decisione.
In molti, dopo l’uscita della serie, hanno criticato il modo in cui è raccontato il suicidio della ragazza. Una delle accuse principali è che costruendo intorno alla sua decisione di uccidersi un arco narrativo così strutturato, sembra giustificare l’atto stesso. E al di là di quali possano essere le personali convinzioni sul tema, in molti hanno messo in discussione l’opportunità di mostrare questa chiave di lettura in una serie tv rivolta a teenager. Il problema principale è infatti che si tratta di un teen drama. La sua visione è stata sconsigliata ai ragazzi sotto i 17 anni ma è diventata presto molto popolare anche tra più giovani. L’altra accusa principale è quella di romanticizzare l’idea del suicidio, rendendola potenzialmente attraente per gli spettatori.
Prima che uscisse la serie, uno dei produttori aveva cercato di ottenere una specie di endorsement dalla JED Foundation, un’organizzazione che si occupa di prevenire i suicidi tra gli adolescenti. Ad essere criticata è stata anche la rappresentazione dello school counselor, lo psicologo del liceo di Hannah Baker che a un certo punto dice a uno studente che «se voleva togliersi la vita, non potevamo fermarla». Un’affermazione contestata e considerata potenzialmente pericolosa da chi si occupa di prevenzione del suicidio.
Ad aggravare la situazione ed aumentare le critiche si aggiunge anche la presenza nella serie di due scene in cui vengono mostrati degli stupri. In quel caso, gli autori della serie erano stati accusati di non aver comunicato sufficientemente le differenze tra stupro e sesso consensuale, di aver trattato con leggerezza l’argomento.
La risonanza di Tredici è tale che le scuole americane hanno cominciato ad allertare i genitori riguardo la visione di 13 Reasons Why da parte dei figli. Il messaggio, inviato ai genitori da una scuola pubblica americana, parla infatti di “spiegazione glorificante del suicidio” per quel che riguarda le cassette registrate da Hannah, e spiega come la visione di 13 Reasons Why potrebbe turbare i più giovani, a maggior ragione dal momento che “Il mondo di oggi è già abbastanza impegnativo per i nostri figli“.

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