Sicurezza sul lavoro, un impegno concreto

5 marzo. La città di Napoli celebra la giornata per la sicurezza sul lavoro con una Seduta Solenne del Consiglio Comunale

La città di Napoli celebra oggi la giornata per la sicurezza sul lavoro. Alle ore 11.00 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino si terrà una Seduta Solenne del Consiglio Comunale sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

L’iniziativa del Comune di Napoli di dedicare una giornata cittadina ed una seduta del Consiglio comunale al tema della sicurezza sul lavoro rappresenta un appuntamento importante volto a stimolare tutti gli attori sociali in direzione di un impegno concreto contro un fenomeno inaccettabile in un Paese democratico – il messaggio del Sindaco de Magistris Un impegno comune fondato sulla prevenzione e il controllo, ma anche e soprattutto sull’informazione. L’articolo 1 della Costituzione recita che ‘L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavorò, intendendo con lavoro la certezza dei diritti e del rispetto della sicurezza. Questo articolo è ancora troppo disatteso nel nostro Paese, ancora troppo inattuato. Precariato, occupazione in nero, sfruttamento di minori e immigrati, disoccupazione, gare ed appalti piegati alla sola logica del ribasso, scarsa certezza della pena: sono tanti, troppi i nemici che vanno sconfitti. Per questo lo sforzo deve essere condiviso e comune, perché gli infortuni e le morti sul lavoro non sono il prodotto del caso e della sorte, bensì il frutto avvelenato del non rispetto delle norme e delle leggi che garantiscono le lavoratrici e i lavoratori“.

La giornata del 5 marzo – spiega il presidente della commissione consiliare Lavoro Antonio Crocetta deve testimoniare un impegno congiunto di tutte le parti sociali per la prevenzione, il controllo e la informazione. A cominciare dalla scuola da dove deve radicarsi una cultura del rispetto e della tutela del lavoratore. La giornata della sicurezza del 5 marzo, quindi, vuole tutelare un patrimonio comune, per la salvaguardia imprescindibile di tutti quelli che vivono di lavoro e mai più dovrà accadere che ne possano morire”.

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