Roma Tre: “una società senza valore: il doping”

Sesto appuntamento con “In facoltà, per sport”, ciclo itinerante di otto incontri organizzato dall’Ufficio Iniziative Sportive di Roma3.

Sesto appuntamento con “In facoltà, per sport”, ciclo itinerante di otto incontri organizzato dall’Ufficio Iniziative Sportive di Roma3. Il dibattito, dal titolo “Una società senza valore: il doping”, si svolgerà giovedì 21 Aprile alle ore 10,30 presso la Facoltà di Scienze Politiche, Aula 2C, via Gabriello Chiabrera 199. Il dibattito affronta il tema del doping e i suoi aspetti culturali, antropologici, letterari, medici. Il doping come rappresentativo di una società che ha perso princìpi ed etica. E’ un tema caldo che riguarda soprattutto i giovani, più facilmente manipolabili da ambizioni proprie o da aspettative altrui.

Il Convegno prevede gli interventi di quattro relatori d’eccezione che affrontano l’argomento da un’angolazione diversa. Dario D’Ottavio, ex membro della Commissione Antidoping Ministero della Salute, con l’intervento “Effetti collaterali delle sostanze vietate per doping” inquadra il problema sotto una luce medica, ponendo l’accento sulle problematiche che inevitabilmente il doping comporta. Carlo Varalda, IUSM- Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica, parla di “Un nuovo tipo di doping: l’allenamento corretto”: un titolo che vuole essere provocazione pura. Il giornalista del quotidiano “La Repubblica” Eugenio Capodacqua mette in campo la sua esperienza per raccontare “Il rapporto fra media e doping. Storia e attualità del fenomeno di alterazione dei risultati sportivi”. Un titolo che promette di rendere chiari i perché e le necessità del ricorrere a mezzi illegali pur di soddisfare richieste e adeguarsi a modelli che la società mass-mediatica impone.

Infine, l’intervento “Il doping, le parole, la letteratura” di Valerio Piccioni, autore letterario e giornalista del quotidiano “La Gazzetta dello Sport”. Per capire come si è arrivati al triste risultato di una società senza valore e come si può tentare di migliorarla modificando opinioni e rimuovendo la cultura del “successo a ogni costo e con ogni mezzo”, sono necessari confronto e scambio di idee.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Giovani senza progettualità. Ma “le certezze” arrivano dai mass media

Next Article

Campionato di calcio a 5 al femminile: finale per gli atenei romani

Related Posts
Leggi di più

Sapienza, Bologna e Padova le tre migliori università italiane secondo la classifica Artu. Nel mondo a guidare è Harvard

Pubblicata la classifica redatta dall'University of New South Wales di Sydney che unisce in un unico indice i tre ranking mondiali più influenti: Quacquarelli Symonds (Qs), Times Higher Education (The) and the Academic Ranking of World Universities (Arwu). La prima italiana, La Sapienza di Roma, si piazza al 155esimo posto, l'ultima (il Politecnico di Torino) al 370esimo.