Roma. Johnson cerca stagista

Per l’area Market Intelligence, Johnson&Johnson ricerca neolaureati in economia sanitaria che abbiano conseguito il titolo da più 12 mesi

Per l’area Market Intelligence della sede di Pratica di Mare (Roma), l’azienda americana Johnson&Johnson ricerca neolaureati in economia sanitaria (o una specializzazione in economia sanitaria) che abbiano conseguito il titolo da più 12 mesi e che risultino essere disoccupati o inoccupati e scritti in liste di disoccupazione per avviamento di stage d inserimento.

Al laureato è altresì richiesta un’ottima conoscenza della lingua inglese, del pacchetto Office e residenza o domicilio nella provincia di Roma o Latina. L’azienda offre un rimorso spese di 700 euro mensili, utilizzo della mensa aziendale e delle attrezzature sportive della sede.

Per informazioni www.jnjmedical.it.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Lavoro. Accenture cerca a Milano, Torino, Roma e Napoli

Next Article

In mostra Guggenheim

Related Posts
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.