Napoli, città per i giovani

Presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli la scrittrice Susanna Tamaro è stata insignita dal Cardinale Crescenzio Sepe del Premio Napoli Città di pace.

Parla al cuore perché parla col cuore. Si è espresso così il Cardinale Crescenzio Sepe premiando la scrittrice triestina Susanna Tamaro in occasione della terza edizione del Premio Napoli città di pace.

Classe 1957, la Tamaro è un’affermata scrittrice italiana che, ricevendo questo premio, si aggiunge ai vincitori delle precedenti edizioni: il fotografo Francesco Zizola, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il vaticanista Giuseppe De Carli, la regista Cinzia Th Torrini, la scrittrice Chiara M. e Guido Bertolaso. Un premio importante organizzato dall’Unione Cattolica Stampa Italiana, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti Campania e l’Università Suor Orsola Benincasa e che si colloca nel Giubileo per Napoli indetto dal Cardinale Crescenzio Sepe. La premiazione, tenutasi nella suggestiva cornice della Sala degli Angeli, ha visto la partecipazione (oltre a quella dell’autrice e del Cardinale Sepe) del presidente UCSI Campania Donatella Trotta, del Preside Lucio D’Alessandro e del Presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli.

“Susanna Tamaro ha saputo cogliere ed incarnare una realtà bella, che fa riflettere. Dobbiamo uscire fuori dal turbine del male per trovare la pace, la voglia di migliorare. Ci sono troppi giovani lungo la strada della morte ed è compito nostro impedire la morte della cultura attraverso una sfida educativa che da oggi ci faccia guardare verso il futuro” ha affermato il Cardinale. L’intervento di Sepe è tutto per i ragazzi della platea, vengono infatti esortati a rinascere culturalmente, ad essere rianimati nel profondo. Il messaggio dell’autrice si rifà ad un suo libro in cui il protagonista deve “ritrovare gli occhi dell’anima”, infatti, ha affermato: “Fermarci per mezz’ora al giorno, stare con noi stessi in silenzio ci da la possibilità di ritrovare gli occhi della nostra anima, quel punto di vista che può farci amare come non abbiamo mai fatto. Amare noi stessi prima di tutto, soprattutto in quest’epoca in cui tutti di preoccupano solo dell’apparenza”. Un appunto attualissimo quello dell’autrice che va a colpire anche temi come la chirurgia estetica: “Modificare il nostro volto significa cancellare le tracce dei nostri antenati, rinnegare il frutto dei secoli. Abbiamo cose più importanti da dover assaporare: la parola, il determinante dell’essere umano”.

Dare fiducia ai giovani, investire su di essi ed educarli alla guida del paese, sono alcuni dei propositi messi in campo dal Cardinale attraverso il Giubileo ma, per risolvere molti problemi, secondo la Tamaro, bisognerebbe partire dall’alto: “Abbiamo al potere degli arteriosclerotici, non c’è ricambio generazionale. La politica andrebbe nettamente rifondata eliminando tutti quegli inutili privilegi che esistono solo in Italia. Bisognerebbe dare spazio al futuro, impiegare ogni centesimo per la gioventù!”.

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