L’Insubria risponde sui concorsi truccati

Dichiarazione dell’Università degli Studi dell’Insubria in merito agli articoli di stampa pubblicati a proposito della procedura concorsuale per un posto di professore ordinario alla quale ha partecipato il Prof. Marco Lanzetta

Dichiarazione dell’Università degli Studi dell’Insubria in merito agli articoli di stampa pubblicati a proposito della procedura concorsuale per un posto di professore ordinario alla quale ha partecipato il Prof. Marco Lanzetta

“L’Università degli Studi dell’Insubria rispetta le leggi e le sentenze dei Tribunali: il concorso, nelle sue varie fasi, è sempre stato espletato nel rispetto delle disposizioni procedurali di legge e regolamentari. Alla verifica di questa correttezza sono deputati solo ed esclusivamente gli uffici amministrativi dell’Ateneo, il cui operato non è mai stato censurato da nessuna sentenza.

Né gli uffici amministrativi né tanto meno il Rettore possono entrare nel merito delle valutazioni discrezionali e tecniche delle commissioni concorsuali, che sono organi collegiali distinti dall’Ateneo e ai quali non possono essere formulate indicazioni o vincoli, se non di legge, in merito al contenuto delle valutazioni da effettuare: se lo facesse, allora sì che porrebbe in essere comportamenti di rilevanza penale. Non è accettabile che l’operato delle commissioni esaminatrici, in qualsivoglia procedura concorsuale, ancorché dichiarato illegittimo in sede di giurisdizione amministrativa, venga strumentalmente e pretestuosamente ricondotto direttamente all’amministrazione universitaria, al Rettore ed ai suoi vertici in genere, al fine di screditare in modo indiscriminato la stessa istituzione. Il Rettore, in particolare, ha sempre preteso il massimo scrupolo nella verifica della correttezza procedurale degli atti concorsuali a tutela di tutti i concorrenti e dell’Ateneo.

L’Università accetta con serenità i pronunciamenti degli organi istituzionalmente deputati alla tutela dei diritti e ha sempre ottemperato tempestivamente, lealmente e diligentemente a quanto statuito dall’autorità giudiziaria: tant’è che l’Ateneo, per il tramite dei propri funzionari, ha rinnovato la procedura concorsuale per ben tre volte, arrivando anche a sostituire integralmente la commissione esaminatrice.

Peraltro e senza con ciò entrare nel merito della questione, è utile ricordare che il Prof. Marco Lanzetta non ha mai ricusato amministrativamente, come era suo preciso diritto, nessuno dei componenti delle diverse tre commissioni esaminatrici, limitandosi al contrario a formulare illazioni in merito a presunte incompatibilità dei predetti componenti solo in sede giurisdizionale, ormai ad esito dei risultati concorsuali.

Ingenerare gratuitamente nella pubblica opinione il dubbio che un’istituzione pubblica come l’Università degli Studi dell’Insubria, seria e già assai radicata nel territorio, sia dedita all’illegalità e al non rispetto dei pronunciamenti giurisdizionali, equivale a minarne deliberatamente la credibilità e l’immagine, a tutto danno degli studenti, dei pazienti che si affidano alle sue strutture sanitarie d’eccellenza e di tutti i dipendenti che con serietà, dedizione e professionalità dedicano quotidianamente il proprio impegno alla crescita, pur fra mille difficoltà, dell’Ateneo.

A loro risponde il Rettore e a loro tutela si intraprenderanno tutte le possibili azioni, anche in sede giudiziaria, per la tutela dell’immagine e del buon nome dell’Università degli Studi dell’Insubria”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Tomasi, tasse aumentate per garantire il diritto allo studio

Next Article

Ricerca, agli Enti oltre 1,6 miliardo

Related Posts
Leggi di più

Percorsi di studio “transnazionali” e un’unica carta dei diritti per gli studenti: ecco l’università “europea” immaginata dalla ministra Messa

Dopo 23 anni dalla Dichiarazione di Bologna, i ministri europei dell'Università si sono ritrovati a Parigi per ridisegnare il futuro dell'istruzione accademica. La ministra Maria Cristina Messa: "Obiettivo è creare un'offerta transnazionale, internazionalizzando i percorsi di studio e disponendo una carta europea dello studente".