Tomasi, tasse aumentate per garantire il diritto allo studio

Dopo la sentenza del TAR di Pavia, oggi ben 33 Atenei su 62 sono considerati “fuorilegge” e dovranno restituire agli studenti, in caso di conferma della sentenza da parte del Consiglio di Stato, “cifre che pregiudicherebbero il livello delle prestazioni garantite”.  Il rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Aldo Tomasi, esprime così le sue perplessità sulla sentenza del Tribunale, in merito all’aumento “incontrollato” che alcune università avrebbero apportato sulle tasse rivolte agli studenti.                                                                    

“Nel nostro caso – precisa in un comunicato stampa – per il 2010 dovremmo restituire 5 milioni 940mila euro, vale a dire 312 euro ad ogni studente, considerato che in media da ognuno degli oltre 19.000 studenti iscritti l’Ateneo ricava 1.263 euro. Ma queste somme sono state abbondantemente già restituite, in quanto l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia per garantire il diritto allo studio, i servizi e una perequazione che consenta anche a chi con merito ha diritto ad una formazione universitaria, pur in condizioni di bisogno economico o indigenza, ha erogato molto di più della cifra eccedente il 20% previsto come tetto di contribuzione”.

Nel testo il rettore precisa che “la decisione, adottata dal Consiglio di Amministrazione dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia a larga maggioranza anche se non condivisa dagli studenti il 29 giugno 2010 di rivedere in incremento il sistema contributivo delle tasse pagate dagli iscritti, ha fatto seguito alla esigenza inderogabile di ripianare in sede di revisione Bilancio di Previsione per l’esercizio 2010, nonostante i rigorosi tagli effettuati su tutte le spese obbligatorie, di uno sbilancio di circa 3,6 milioni di euro, determinato dalla riformulazione (in riduzione del 10%) del Fondo di Finanziamento Ordinario (F.F.O.) deciso dal MIUR solo ad avanzata attuazione delle linee di bilancio a suo tempo deliberate dal C.d.A”.

“Il suo recupero, – secondo Tomasi – senza un deciso e indifferibile intervento sulle tasse studentesche che era la sola manovra possibile da poter mettere in campo in quel momento, avrebbe inevitabilmente comportato un taglio pesante nell’anno successivo tanto sui servizi agli studenti che sulla didattica, una strada tale da compromettere la qualità ed i risultati eccellenti ottenuti negli anni dagli studenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in termini di performance e di profitto negli studi”.

Per il solo diritto allo studio – ricorda infine il magnifico – nel 2010 a consuntivo sono risultate erogazioni da parte del’Ateneo per 6 milioni 180mila euro.

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