L’incredibile storia della finta università Usa per centinaia di studenti stranieri che non aveva lezioni né professori

La University of Farmington non aveva né personale, né professori, né piano di studi, né lezioni.
Quello che aveva erano centinaia di “studenti” esteri, che adesso rischiano di essere deportati perché sono stati disposti ad aderire a un sistema descritto dalle autorità come pay to stay, “paga per risiedere”, che li metteva in condizione di poter vivere lavorare negli Stati Uniti con l’inganno.
Alcuni agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) hanno creato una finta università nel Michigan, a cui si sono iscritti centinaia di studenti con cittadinanza di altri Paesi; il sistema offriva loro un permesso di residenza a pagamento, mettendoli in condizione di rimanere negli Stati Uniti, come ha riportato il Detroit News, citando un atto di rinvio a giudizio emesso da un gran giurì federale
La University of Farmington non era un college, ma un ufficio che fingeva di funzionare come un ateneo. Centinaia di cittadini esteri hanno pagato migliaia di dollari per vivere e lavorare negli Stati Uniti grazie a un permesso di soggiorno per studenti pur non appartenendo a questa categoria, secondo l’atto d’accusa
In base all’atto gli studenti sapevano che la loro iscrizione all’università era illegale, ma non che l’istituto era gestito dall’Ice.
L’iniziativa ha fatto parte di un’operazione segreta di agenti dell’Immigration and Custom Enforcement (Ice), l’autorità statunitense competente in materia d’immigrazione e dogane: erano proprio loro a gestire dietro le quinte la finta università di Farmington, nel Michigan, nel tentativo di dare un giro di vite alle frodi legate all’immigrazione.

Citando un atto di rinvio a giudizio emesso da un gran giurì federale, il quotidiano Detroit News, che è stato il primo a riportare la notizia dell’operazione, ha scritto che la finta università dell’Ice aveva condotto all’arresto di otto persone incaricate di selezionare gli studenti. L’accusa: aver partecipato a una cospirazione volta ad aiutare almeno 600 cittadini esteri a risiedere illegalmente negli Stati Unitigrazie a un permesso di soggiorno ottenuto in modo fraudolento.
In base all’atto, “l’università veniva usata da cittadini esteri come sistema del tipo ‘paga per risiedere’, che consentiva a questi individui di risiedere negli Stati Uniti a seguito del fatto che tali cittadini esteri asserivano ingannevolmente di essere iscritti come studente a tempo pieno a un programma educativo certificato e di stare progredendo normalmente verso il completamento del piano di studi”.
A fine gennaio, ha riportato il Detroit News, alcuni agenti federali hanno detenuto decine di studenti della University of Farmington con l’accusa di aver violato le leggi sull’immigrazione. Potrebbero finire per essere deportati, ha detto al quotidiano un portavoce dell’Ice.
Gli otto selezionatori arrestati sono per la maggior parte indiani, ma vivono tutti negli Stati Uniti e non sapevano che l’università era gestita dall’Ice, secondo il quotidiano. “I sospetti hanno aiutato centinaia di cittadini esteri a rimanere illegalmente negli Stati Uniti, contribuendo a farli passare per studenti, cosa che senza alcun dubbio non erano” ha detto al Detroit News Steve Francis, agente speciale a capo dell’ufficio dell’Ice che si occupa delle indagini legate alla sicurezza nazionale a Detroit. Il college aveva iniziato a operare nel 2015 nell’ambito di un’operazione chiamata Paper Chase, che si era intensificata nei primi tempi della presidenza di Donald Trump, quando l’amministrazione aveva spronato a inasprire i controlli sull’immigrazione illegale, ha riportato il quotidiano.
A prima vista la University of Farmington sembrava del tutto legale. Il suo sito Web, il cui dominio era .edu, recava il logo dell’istituto, uno stemma rosso e blu con un motto latino che significa “conoscenza e lavoro”, secondo il mezzo di comunicazione. Il sito non è più online — un avviso informa che l’istituto è stato chiuso da agenti specializzati  nell’immigrazione illegale — ma una versione salvata sul sito Wayback Machine mostra una fotografia di studenti sorridenti in aula, oltre a dare una serie di dettagli sui corsi di laurea e di specializzazione.
Nella sezione Factoids, il sito offriva diversi dettagli: la retta per i corsi di laurea era di 8.500 dollari all’anno, nessun corso era impartito da assistenti e il presidente dell’istituto parlava quattro lingue. Ma nessuna pagina del sito recava un profilo — o anche solo il nome — del presidente. Il college aveva anche dei profili attivi sui social media,compresa una pagina di Facebook che, come ha verificato il Detroit News, annunciava eventi programmati fino all’inizio di febbraio. Aveva anche una sede fisica, seppur non un campus, nel seminterrato di un complesso residenziale di Farmington, di fronte a un bar, come ha riportato il quotidiano. “È una trovata creativa, e non si tratta di induzione al reato” ha detto al Detroit News Peter Henning, un ex procuratore federale che oggi insegna giurisprudenza alla Wayne State University. “Il governo può piazzare l’esca, ma sono gli imputati ad abboccare.”
Gli otto selezionatori sono accusati di aver aiutato cittadini esteri a ricevere dall’università in modo fraudolento documenti di vario tipo, fra cui registri degli studenti e trascrizioni, grazie a cui avrebbero potuto ottenere più facilmente un permesso di soggiorno per studenti, ha riportato il mezzo di comunicazione; inoltre avrebbero “ricevuto collettivamente 250.000 dollari fra contanti e commissioniper trovare studenti disposti a frequentare l’università”.
Anche gli studenti iscritti erano consapevoli che il programma era illegale, secondo il quotidiano. Sembra che molti fossero cittadini indiani appartenenti all’etnia Telugu, ha riportato il Washington Post. “Tutti noi sappiamo bene che gli studenti internazionali possono essere un asset prezioso per il nostro Paese, ma come mostra questo caso, il programma che prevede con le migliori intenzioni la concessione di permessi di soggiorno agli studenti internazionali può anche essere sfruttato e soggetto ad abusi” ha dichiarato l’avvocato statunitense Matthew Schneider in un comunicato a fine gennaio. Secondo il Washington Post, “l’università sosteneva di essere accreditata dall’Accrediting Commission of Career Schools and Colleges, ma non appariva sul sito dell’ente nella directory online degli istituti accreditati”. Il quotidiano ha aggiunto che “l’elenco delle scuole certificate a cui gli studenti internazionali possono iscriversi”, pubblicato dal Ministero per la Sicurezza nazionale, “comprende la University of Farmington”.
“Il caso di Farmington non rappresenta la prima volta che gli agenti federali si sono avvalsi di una finta università” ha riportato il Detroit News. Nel 2016 alcuni agenti del Ministero “hanno usato un finto ateneo, la University of Northern New Jersey, per accusare ventuno persone di frodi legate a permessi di soggiorno per studenti e lavoratori”.
businessinsider

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