Legge di Stabilità, i dubbi della CRUI: "Fare di più sul Diritto allo Studio"

Sulla Legge di Stabilità interviene Gaetano Manfredi, presidente della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Dopo anni di tagli, insomma, c’è un primo passo, un primo “impegno da parte del governo”. Che, però, “deve essere riconfermato e rafforzato negli anni a venire”.

“Nonostante il disegno di Legge di Stabilità affronti il nodo cruciale del ricambio generazionale nei nostri atenei, il finanziamento complessivo è ancora molto al di sotto della soglia necessaria per ripristinare la competitività internazionale del sistema”, ha detto Manfredi. Si stima che arriveranno 1.500 cervelli, a fronte, però, di più di 10.000 uscite registrate negli ultimi 8 anni.

“Per aprire realmente una nuova fase – ha continuato Manfredi – è necessario che l’impegno da parte del governo venga confermato”. Resta aperto, inoltre, il capitolo del Diritto allo Studio, non menzionato nella manovra del governo. “È necessario sottoporre a un’attenta verifica il sistema di calcolo degli indicatori Isee – commenta il capo dei rettori – e individuare fonti di finanziamento adeguate, da parte di Regioni e Governo Centrale, in modo da garantire la borsa di studio a tutti gli aventi diritto”. “La parità delle opportunità – ha aggiunto Manfredi – è l’elemento indispensabile per coltivare i talenti e migliorare il capitale umano in tutto il nostro Paese”.

Insomma, i campi su cui intervenire sono sostanzialmente tre: a partire dalle iniziative per i giovani con un orizzonte pluriennale, passando per il Diritto allo Studio e il ripristino del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ai livelli del 2009. “Solo in questo modo – conclude la nota CRUI – potrà essere consolidata la cultura del merito e della valutazione all’interno del sistema universitario”.

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