L'ateneo di Siena sul lastrico

siena.jpgCresce il debito dell’ateneo di Siena. E cresce la preoccupazione dei vertici per trovare una soluzione alla difficile situazione economica e finanziaria. Sono diventati almeno 145 i milioni di euro che mancano nelle casse dell’ateneo senese. Questo è emerso venerdì sera al termine della seduta-fiume del consiglio di amministrazione.
Come spiega una nota dell’università senese, il cda ha appurato che l’indebitamento più consistente è di 90 milioni euro verso l’Inpdap, per mancati versamenti previdenziali. Ci sono poi altri 20 milioni di euro per il mancato pagamento dell’Irap. A questi soldi bisogna aggiungere lo scoperto di cassa, che, si prevede, raggiungerà i 35 milioni di euro entro la fine dell’anno, nonché una quantità ancora tutta da valutare di debiti sotto forma di mutui contratti con le banche e la Cassa depositi e prestiti.
Queste valutazioni, è stato spiegato, sono il primo passo del lavoro svolto dalla commissione consultiva incaricata dal rettore Silvano Focardi per far luce sul dissesto finanziario dell’ateneo senese. “Il lavoro della commissione – ha detto Focardi uscendo dal cda – ci consente di gettare le basi per un piano di risanamento che porti l’università fuori da questo periodo buio e le permetta cambiamenti gestionali strutturali, capaci di stabilire solidità”.
Il consiglio di amministrazione ha anche deliberato una variazione al bilancio che consentirà il pagamento degli stipendi fino alla fine dell’anno e dato mandato al rettore per incaricare una società di revisione esterna per approfondire l’entità del buco di bilancio.

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