IL PREMIER RENZI INTERROGATO DAGLI STUDENTI

«Arrogante? Forse un po’ sì – dice Alice sorridendo – però come voto si merita un sette. Io sono qui per capire che progetti ha sui giovani, per capire se vale la pena restare in Italia». «Forse però con il partito poteva giocarsela meglio – aggiunge Marco – io sarei andato prima alle elezioni». «No – spiega Gabriele scuotendo la testa – io quel mestiere non lo farei, è troppo complicato».

Per i 100 ragazzi selezionati da Boston Consulting Group tra le università italiane l’occasione è unica: la possibilità di incontrare il Presidente del Consiglio e porre domande, senza rete e senza copione, all’interno di una due giorni di lavori con opinion leader e top manager, prima edizione del summit “The Future Makers” che vede proprio nell’incontro a Milano con il premier l’evento clou.

Renzi è in piedi in mezzo ai ragazzi, parla a braccio pochi minuti, poi iniziano le domande. In un confronto informale, tra battute sulle rivalità in Toscana, «ah, lei è di Pisa?»; sui complimenti ricevuti «io un grande leader? signori vi presento mia cugina»; sulla conoscenza delle lingue, «mi sono laureato senza un’ora di inglese e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». I temi trattati sono i più vari, dalle riforme al piano industriale per il paese, dal ruolo della politica al Jobs Act, con un invito ai giovani a non cedere al pessimismo.

«Quella della fuga dei cervelli – risponde alla domanda posta da Enrico – mi pare una grande presa in giro: in un mondo che cambia è normale fare esperienze altrove. Il mio compito è però quello di costruire un terreno vivo, per cui se torni puoi stare meglio e trovi il posto più bello. E il progetto Human Technopole nell’area Expo va proprio in questa direzione». L’idea, sulla scorta dell’esempio della Silicon Valley è quella di «creare degli spazi fisici in cui le persone migliori stiano insieme».

Renzi insiste sul tema del merito, «che non può essere una parolaccia», una delle chiavi per valorizzare i talenti, «perché in partenza – spiega – dobbiamo essere tutti uguali ma poi la competizione è una cosa bella». «Il vostro futuro – conclude Renzi – dipende da voi: ai ragazzi di 20 anni auguro di impegnarsi e di essere parte di una comunità e aggiungo che la politica è una cosa meravigliosa, è il servizio più grande che potete fare al paese».

Luca Orlando –  il Sole 24 ore

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