Il Financial Times loda l'IMT di Lucca

imt_lucca.jpgUna mosca bianca dell’istruzione superiore scovata a Lucca. Se ne è accorto il Financial Times, che loda l’IMT (Institutions Market Technologies) per la sua capacità di puntare al merito in un paese dove tutto è politicizzato.
Nell’articolo che il quotidiano inglese dedica al centro di studi superiori toscano, si sottolinea come il direttore Fabio Pammolli abbia “dovuto affrontare critiche provenienti da più parti nella sua battaglia per promuovere la meritocrazia. Il sistema universitario italiano sta perdendo i suoi giovani talenti, privilegiando l’età rispetto al merito”.
E il direttore risponde al giornale spiegando che “è la nostra scelta come paese. Vogliamo accettare le regole riconosciute internazionalmente o le procedure nazionali burocratizzate e chiuse che ostacolano la trasparenza?”
Attualmente presso l’Istituto di Lucca studiano 150 studenti e delle 301 richieste di iscrizione al dottorato post laurea in economia politica, 100 provenivano dagli Stati Uniti.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Stage internazionale per under 26

Next Article

Teramo, la protesta dei ricercatori

Related Posts
Leggi di più

Un fondo per le iniziative degli atenei sulla legalità: “I giovani non sanno chi erano Falcone e Borsellino”

Presentato al Senato il fondo di 1 milione di euro a disposizione delle università italiane per diffondere le cultura delle legalità con seminari ed incontri. La ministra Maria Cristina Messa: "In questo modo rendiamo organiche iniziative che fino ad oggi erano state solo sporadiche e lasciate alla volontà di ogni singolo ateneo".
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.