“Il concorsone? Solo una beffa”: lettera di una docene precaria. E il ministro annuncia interventi

 

concorsone

“Il Concorsone? Una montagna che ha partorito un topolino”. E’ il pensiero di una docente, precaria da 8 anni, prima in graduatoria, che ha scritto una lettera al Mattino per raccontare la sua storia.

Proprio in questi giorni il concorso a cattedre voluto dal ministro Francesco Profumo sembra giungere al termine. Entro il 31 agosto saranno pubblicate le graduatorie definitive, ma ci sono alcune regioni come Lazio, Sicilia e Toscana che appaiono in netto ritardo.

Lo stesso ministro Maria Chiara Carrozza ha annunciato che questo pomeriggio si recherà alla sede dell’ufficio scolastico regionale del Lazio, “per capire da vicino i problemi dell’avvio dell’anno scolastico”. E aggiunge: “Visiterò tutti gli uffici scolastici regionali per conoscere meglio e da vicino tute le nostre realtà sul territorio”.

Intanto, arriva sempre dal ministro Carrozza l’ultimo aggiornamento sulle immissioni in ruolo: “38% delle nomine effettuato, il 46% da concorso di cui 76% dall’ultimo concorso”.

Ecco la lettera della docente precaria.

Sono una docente di latino e greco nelle scuole superiori (ancora “precaria” ma con incarichi annuali ormai da otto anni). Da quando mi sono laureata (con lode) nel 2003, neppure l’ombra di un concorso a cattedra. Le “alte sfere” avevano stabilito che le scuole di specializzazione (le siss) fossero un modo di abilitazione all’insegnamento più formativo: nessun posto di ruolo messo a concorso ma la possibilità di accedere alle graduatorie permanenti per mezzo di una selezione assai severa (per la prova d’accesso vigevano gli stessi programmi d’esame del concorso), due anni di esami e di corsi serrati a contatto con docenti universitari, docenti delle superiori, tirocinio diretto nelle scuole, di altre tasse universitarie da pagare.

Faccio tutto (col massimo impegno e col massimo dei voti). Finalmente sei una “specie” di docente: ogni settembre hai la possibilità di avere l’incarico annuale, se va bene, o una supplenza più breve. Dopo otto anni di servizio, sembra arrivare il mio momento. Sono arrivata alla sospirata vetta della graduatoria permanente: prima. La prossima assunzione in ruolo è la mia, oso sperare. E invece no.

Le “alte sfere” decidono che il concorso sia la selezione migliore del personale docente. Non cancellano le graduatorie permanenti (bontà loro…) ma da ora gli incarichi annuali saranno distribuiti al 50% tra i vincitori del concorso e gli aspiranti presenti in graduatoria. Nulla da temere hanno i precari, diceva il ministro: è solo una possibilità in più. E concorriamo un’altra volta, allora…

Per la mia materia sono messe a concorso per la Campania 22 cattedre. Indovinate un po’? Sono prima in graduatoria permanente per la mia provincia, ma l’unica cattedra predisposta per Caserta, che quest’anno sarebbe stata mia, andrà al concorsista.

Sono tra i primi ventidue, dunque tra i “vincitori” del concorsone e… le cattedre non ci sono: solo tre cattedre di latino e greco sulle ventidue previste. Una montagna che ha partorito un topolino!

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