I giovani medici dicono no alle macroaree: “Si compromette la scelta del candidato”

giovani medici

“Il nuovo DM che regolerà il concorso vorrebbe portare a un vero e proprio  stravolgimento dell’architettura  rispetto al modello impostato dall’ex ministro Maria Chiara Carrozza” – il commento del Comitato Pro Riforma sul tema sempre caldo del concorso nazionale di specializzazione di Medicina.

“Destano notevole preoccupazione le indiscrezioni che vorrebbero la struttura del nuovo concorso fondata sulla suddivisione per Macroaree tematiche (clinicachirurgicaservizi) e sull’obbligo, per i partecipanti alla selezione, di poter tentare il concorso solo all’interno di una determinata macroarea.

È stato altresì paventato sin dall’incontro del 3 aprile scorso (incontro di cui abbiamo tracciato una approfondita cronaca) un aumento del numero di quiz specialistici a discapito dei quiz di medicina generale. Tale cambiamento parrebbe quantificato in 70 quiz generalisti e 40 quiz specialistici: in merito a questi ultimi, essi comprenderebbero 30quiz “semi-specialistici” che verterebbero su tematiche pertinenti a tutte le scuole di una data macroarea, e 10 quiz “ultraspecialistici” che invece verterebbero su argomenti della specializzazione per la quale si sta concorrendo, e che avrebbero un punteggio doppio (2 punti per ciascuna risposta esatta) rispetto ai precedenti quiz. Per fare un esempio concreto, l’aspirante cardiologo dovrebbe rispondere a 70 quiz sulla medicina generale, a 30 quiz specialistici su argomenti quali la medicina interna, la neurologia, la nefrologia, l’oncologia, la geriatria e via discorrendo, e infine a 10 quiz autenticamente sulla cardiologia.

CRITICITA’ – Se queste notizie fossero confermate – il condizionale è, come già detto, d’obbligo – la qualità del nuovo concorso ne risentirebbe notevolmente, condizionando le scelte di migliaia di aspiranti specializzandi nonché l’organizzazione del proprio programma di studio. La paventata suddivisione in aree clinica, chirurgica e dei servizi, in aggiunta al vincolo di limitare qualunque scelta all’interno di una sola macroarea, produrrebbe effetti di grande peso.

Ad esempio, impedirebbe ad un aspirante neurochirurgo (area chirurgica, dunque) di tentare l’accesso alla scuola di neurologia (area clinica) ma gli consentirebbe, paradossalmente, di optare per ginecologia o urologia, discipline “chirurgiche” ma assai più lontane dai propri interessi, predisposizioni e conoscenze.

Come tutti ben sappiamo, la suddivisione delle diverse discipline nelle tre aree (clinica, chirurgica e dei servizi) risponde sì ad un criterio operativo relativo al ruolo dello specialista nel processo diagnostico e terapeutico, ma non riflette necessariamente la presenza di uno o più specifici denominatori comuni caratterizzanti le scuole comprese al loro interno. Prendendo ad esempio la macroarea dei servizi, si tratta di un’aggregazione estremamente eterogenea che accoglie specializzazioni tematicamente assai lontane tra loro.

Da una parte possiamo comprendere l’esigenza del Miur di creare un pool di domande ristretto (soltanto 10 per ciascuna specializzazione, potendo pescare le 30 domande “semi-specialistiche” dal pool delle altre specializzazioni della data macroarea anzichè crearle ex novo), avendo lo stesso Fusacchia illustrato l’oggettiva difficoltà di realizzare un più elevato numero di domande specialistiche per ognuna delle 50 scuole di specializzazione.

Eppure, maggiori perplessità sorgono in merito alla natura della preparazione necessaria per svolgere con successo i 30 quesiti comuni per data area; ci sfugge invece nella maniera più assoluta quale sia il razionale di ridurre le possibilità di concorrere per scuole afferenti a macroaree diverse (soluzione, questa, diametralmente opposta a quanto previsto nel vecchio concorso, il quale, pur limitando fortemente la possibilità di concorrere per scuole della stessa area, consentiva giustamente di concorrere per scuole appartenenti ad aree diverse anche in virtù della vicinanza delle stesse in termini di competenze e conoscenze richieste).

Tirando a indovinare, probabilmente il Miur vuole limitare il più possibile il numero di graduatorie in cui un dato candidato risulterebbe presente, le relative procedure di scorrimento, prenotazione legata alle prime scelte, ripescaggi e così via, a tutto vantaggio della celerità delle procedure post-concorso e della presa di servizio. Ma non può essere questa la maniera idonea a raggiungere questo scopo: le legittime aspirazioni del candidato devono essere rispettate, in nome della più pura meritocrazia. Chi si sente preparato in discipline appartenenti a diverse macroaree deve avere il diritto di poter avere la sua fetta di possibilità di giocarsela come tutti gli altri, mettendosi alla prova e lasciando che il merito sia l’unico metro di giudizio.

Infine desta preoccupazione la diminuzione del numero totale di quiz (da 120 si scende a 110), quando è noto che un numero elevato di quiz costituisce un migliore discrimine della preparazione tra i candidati e scongiura il più possibile i casi di ex aequo. A margine, la ventilata possibilità di aumentare il peso delle 10 domande specialistiche rispetto alle altre 100 (2 punti per ogni risposta esatta anzichè 1 punto) ci pare una soluzione insufficiente a selezionare l’effettiva preparazione del candidato, il quale, stanti così le cose, dovrebbe studiare non solo su nozioni generali e su argomenti pertinenti la specializzazione scelta, ma anche su argomenti provenienti da tutt’altre specializzazioni della propria area.

 

ECCO GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DEL COMITATO

“Poco fa un nostro coordinatore ha avuto un colloquio telefonico diretto con un funzionario del Gabinetto del MIUR, presente anche alla riunione del 3 Aprile 2014.

– MACROAREE: le notizie trapelate nei giorni scorsi erano veritiere, ma in Ministero non hanno terminato di lavorare su questo punto. Abbiamo quindi fatto presente le nostre perplessità in merito alla possibilità di tentare il concorso solo per una macroarea, evenienza che per noi tutti sarebbe una pesante limitazione, e in merito al problema dell’area della Medicina dei Servizi, che rimarrebbe per alcuni una scelta di ripiego, con il rischio di far andare perduti molti contratti.

-Problema 30 quiz semispecialistici + 10 specialistici: i quiz, a detta del funzionario, saranno in modalità “problem solving”: in sostanza, il Ministro ha espressamente chiesto che, attraverso situazioni di “vita reale” del medico, dimostriamo le nostre capacità di ragionamento. Anche in questo caso sono state espresse da parte del nostro rappresentante le perplessità in merito alla diversità di materie da affrontare in questi 30 quiz. Secondo lui, comunque, non si renderanno necessarie “conoscenze enciclopediche” delle materie in questione.

Curriculum: il funzionario ha affermato che non notava, momentaneamente, differenze di punteggio rispetto al DM Carrozza, ma che comunque rimangono valide le affermazioni della riunione del 3 Aprile: se venissero fatte delle modifiche, queste sarebbero nel range delle poche unità.

OGGI verrà pubblicato un documento del MIUR in stile FAQ su come prepararsi al concorso

Il Comitato

 

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