CRUI: “Le 18 proposte per salvare l’Università”

CRUI

 La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane si muove. “Verso una nuova Università” – E’ questo il documento presentato dalla CRUI, che contiene al suo interno le 18 proposte dei Rettori Italiani.  Autonomia, Competitività, Finanziamento,  e Semplificazione: questi i campi d’azione.

“Il Legislatore e i Ministeri competenti hanno introdotto negli ultimi anni molte norme che, con l’obiettivo di rendere operativa la legge di Riforma 240/2010 e contestualmente di gestire la riduzione dei finanziamenti, hanno finito per ledere pesantemente l’autonomia costituzionalmente sancita delle Università da ogni punto di vista: nel reclutamento, nell’offerta formativa, nella gestione dell’attività di ricerca, nella capacità degli Atenei di rispondere alla sfida delle competitività a livello internazionale – scrivono i rettori. Ciò, indipendentemente dalle condizioni specifiche di contesto e di bilancio delle singole Università”.

“L’accresciuta competizione nell’Higher Education, in particolare a livello internazionale, la maggiore mobilità degli studenti, la necessità di rendere l’Europa sempre più un’area di libera circolazione per i giovani e per i ricercatori confliggono con gli attuali assetti della nostra Università e le rendono assai difficile competere, gravata com’è da vincoli crescenti e risorse decrescenti”.

“L’anno che sta per iniziare – continua il documento ufficiale –  si delinea per l’Italia ancora come difficile sotto il profilo economico e sociale. Il nostro Paese non può più trascurare le sue Università, proprio nel momento di avvio del programma Horizon 2020 e alla vigilia del rinnovo del Parlamento europeo che precede il semestre di Presidenza italiana. I sistemi di conoscenza, di cui le Università rappresentano una parte importante, sono essenziali per il rilancio economico, per la creazione di uno spazio europeo della ricerca e per dare una prospettiva ai giovani. Nessun aggiustamento contabile e nessuna legge elettorale possono supplire alla mancanza di una politica verso i giovani e verso i sistemi educativi”.

“La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane intende al riguardo svolgere un ruolo propositivo, affinché tanto il Parlamento quanto i Ministeri competenti possano considerare nuovi interventi capaci di ridare competitività al sistema in un quadro di sostenibilità. Le proposte che seguono, molte a costo zero e le altre a finanziamento vincolato, riguardano quattro aree che riteniamo strategiche a tal fine: autonomia, competitività, finanziamento e semplificazione”.

Alcune prime proposte concrete della Conferenza dei Rettori delle Università italiane

 

Autonomia

1)      Promuovere l’autonomia responsabile, da intendersi come maggiore flessibilità anche in relazione a condizioni di sostenibilità economico finanziaria degli Atenei, sia assolute che relative, in relazione ai miglioramenti effettuati. Nello specifico:

  1. Nelle politiche di reclutamento: i vincoli alla composizione del corpo docente devono limitarsi al rapporto tra professori e ricercatori, questo al fine di garantire ai giovani un accesso al sistema;
  2. Nelle modalità di spesa: i vincoli ai vari capitoli di spesa non hanno ragion d’essere per gli Atenei che devono competere a livello internazionale e hanno come unico effetto quello di impedire ogni progettualità e di limitare l’attività di promozione delle Università.

2)      Promuovere la circolazione dei docenti e dei ricercatori all’interno dei diversi Atenei nazionali mediante mobilità temporanea degli stessi anche finalizzata alla realizzazione di progetti congiunti in campo didattico; si chiede una sorta di “portabilità” che renda le previsioni della legge 240/2010 (art. 6, c. 11, art. 7, c. 3 e c. 5) davvero capaci di incentivare la collaborazione fra Atenei, di sopperire a carenze contestuali e ad esuberi in alcune aree disciplinari, di motivare i docenti e i ricercatori

3)      Possibilità di reclutare per un periodo limitato e con logiche flessibili ricercatori e professori stranieri, per lo scambio temporaneo di docenti e relativo inserimento nell’organico ai fini della sostenibilità dell’offerta formativa e dell’accreditamento (Ava)

 

Competitività

1)        Ringiovanire il corpo docente e ricercatore, la cui età media è oggi cresciuta a 51 anni (per i ricercatori 45 anni!) mediante un piano quinquennale per i giovani ricercatori che preveda l’ingresso di 2.000 ricercatori ogni anno, selezionati secondo le migliori pratiche internazionali. Si propone quindi un “Piano Giovani Talenti” mirato a offrire un posto di ricercatore a tempo determinato ai “migliori dottori di ricerca” stabiliti ogni anno da apposito concorso nazionale. Tale piano può essere cofinanziato dalle Università o da risorse esterne al momento delle relative chiamate e sempre su fondi certi.

2)        Premiare i giovani laureati favorendo il loro inserimento professionale prevedendo un credito di impostada utilizzare all’inizio della carriera lavorativa e per un certo numero di anni al fine di ridurre il relativo cuneo fiscale.

3)        Prevedere il riconoscimento del titolo di Dottore di ricerca all’interno della pubblica amministrazione e promuovere la sua valorizzazione nelle imprese.

4)        Redigere uno schema tipo di “double Appointment” finalizzato a regolare le possibilità di collaborazione per attività scientifica e didattica con Atenei stranieri e che comportano il coinvolgimento di personale docente e ricercatore delle Università italiane.

5)        Incentivare i giovani studiosi che svolgono attività di ricerca nel nostro Paese, dotati di PhD e che vengono assunti da Università, Centri di Ricerca, Imprese, mediante l’approvazione di una legge simile a quella olandese in materia di “High skills workers” (The Dutch 30% Ruling for Expats) che riduce per un periodo di tempo il relativo cuneo fiscale.

 

Finanziamento

1)      Rendere effettivo il diritto allo studio per tutti gli studenti meritevoli e privi di mezzi. Il Paese corre il rischio di una desertificazione dei processi di formazione quando, invece, il suo rilancio si fonda proprio su di essi

2)      Interrompere la caduta del fondo di finanziamento ordinario (FFO), riportarlo nel triennio 2015-2017 di nuovo sui valori del 2009 e renderlo noto entro il primo trimestre di ogni anno. 

3)      Fare in modo che la parte premiale del fondo di finanziamento ordinario sia incrementale, di premio effettivo per gli Atenei meritevoli. Non è accettabile che “chi va bene subisce meno tagli”.

4)      Pervenire a logiche stabili di finanziamento mediante l’adozione di un nuovo modello

5)      Far ripartire l’edilizia universitaria, azzerata dal 2001, insieme a un forte snellimento delle procedure per la realizzazione, la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici prevedendo un piano straordinario per i prossimi 5 anni

6)      Attivare canali di finanziamento che si nutrano della detraibilità delle rette universitarie in un quadro che tenga conto delle diverse condizioni di contesto territoriali

Semplificazione normativa e gestionale

1)      Elaborare Linee Guida condivise e omogenee per l’applicazione della contabilità economico patrimonialeal fine di rendere chiari e confrontabili i bilanci degli Atenei fino a una loro certificazione

2)      Semplificare drasticamente gli adempimenti relativi alle procedure concorsuali e alle prossime, nuove tornate di abilitazione scientifica nazionale

3)      Semplificare le procedure relative all’approvvigionamento di beni e servizi specialistici per attività di ricerca (ad esempio, anche rilassando il ricorso al controllo preventivo della Corte dei Conti) e al ricorso di contratti  di collaborazione per i progetti di ricerca, anche con l’inclusione di altre tipologie (ad esempio, contratti di somministrazione lavoro) e la soluzione di alcune problematiche (ad esempio, assistenza sanitaria per assegnisti di ricerca e assimilati), mutuando in ciò le esperienze positive di altri Paesi

4)      Condividere un quadro regolatorio nuovo e chiaro per gli Atenei con corsi di Medicina sgravando le Università di oneri impropri.

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