Caos alla Bocconi, esame annullato: "Domande su Facebook prima della prova"

Diritto Pubblico, tutto da ripetere. Esame annullato alla Bocconi, dove il rettore Andrea Sironi ha bloccato in un sol colpo la prova di 2.000 studenti. Il motivo? Le domande erano state caricate prima dell’esame su internet, messe a disposizione degli studenti.

Chi è stato l’autore della soffiata? Al momento non si esclude nessuna possibilità, compresa quella che sia tutta opera di un docente. Di sicuro c’è il comunicato del rettore, che lunedì scorso ha annullato ufficialmente la prova. I ragazzi che lo scorso 20 maggio si erano impegnati nel compito dovranno ripresentarsi il 3 giugno.

Intanto, però, monta la polemica nell’Ateneo milanese. La reazione degli studenti è veemente: “Dato il degenerare della situazione, pur non essendo del secondo anno, non posso esimermi dal suggerire una soluzione un po’ liceale: OCCUPIAMO!”- consiglia qualche studente. “Ci parlano tanto di HONOR CODE, ma se un ragazzo viene sgamato a copiare è sospensione di 6 mesi, se a sbagliare è un professore si annulla il compito…” – commenta un altro studente.

“C’è da annullare anche il mio esame di storia economica del 1 anno perché il prof disse di ripassare bene l’Italia nel dopoguerra e poi uscì la domanda! Ah vale anche per bilancio dello scorso anno, un prof disse di studiare bene lifo e fifo e… USCIRONO! Non vi sono piaciute le domande dell’esame di scienza delle finanze ? Andate a dire che le sapevate prima! Non vi sono piaciute le domande di macro? Andate a dire che una classe le sapeva! Non avete prove? Fate un fotomontaggio! Bastano 2 minuti col Mac! Complimenti all’Università, così ottusa da creare un precedente di proporzioni abnormi, senza nemmeno rendersene conto! Buffoni” – è il commento, amareggiato, di uno studente. 

Fatto gravissimo. Saremo molto severi” – dichiara il rettore, Andrea Sironi. “Intanto ci siamo impegnati per tutelare gli studenti. E l’esame è stato subito riprogrammato”, spiega. “Non sappiamo come sia successo. Siamo alle indiscrezioni – dice Sironi -. La responsabilità potrebbe essere di un docente a contratto, in questo caso interromperemmo subito il rapporto di lavoro. Se fosse coinvolto un professore ordinario? Dovremmo attivare la commissione disciplinare con sanzioni che vanno dalla sospensione al licenziamento”.

Titolare della cattedra di Diritto Pubblico è il professor Giuseppe Ferrari. Ma l’esame è proposto in quattro corsi di laurea, a quindici classi, quindi da altrettanti docenti più gli assistenti. E i testi poi vengono stampati in duemila copie, per i tutti i candidati. “In tanti avrebbero potuto passare le domande”, dicono in ateneo.

I rappresentanti degli studenti, intanto, in un comunicato esprimono la loro idea: “Unica scelta possibile annullare l’esame. Garantiti i nostri diritti“.

Della fuga di notizie i vertici dell’ateneo sono stati informati dopo la prova. “Da venerdì abbiamo avuto riunioni per tutto il fine settimana. Con le domande dell’esame su Facebook non si poteva che annullare, non avevamo alternativa”, spiega Sironi. Sperando che il 3 giugno sia la volta buona.

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