Al via il portale della sismica. Ma l’Università non crolla

La Regione Campania al passo con i tempi. Presentato stamattina presso la sala convegni di Palazzo Armieri in via Marina il Portale regionale della Sismica.

La Regione Campania al passo con i tempi. Presentato stamattina presso la sala convegni di Palazzo Armieri in via Marina il Portale regionale della Sismica. Una vera e propria innovazione costata un milione di euro che permetterà la trasmissione ai Settori provinciali del Genio Civile di prime denunce o varianti via telematica. Un modo nuovo e veloce di comunicare e procedere per una sicura realizzazione di opere pubbliche in zone dichiarate sismiche. Insomma, niente file agli sportelli degli uffici del Genio Civile, la prenotazione per eventuali incontri va fatta on line; e stop ad inutili cartacce, l’utente che ha effettuato la denuncia dei lavori potrà seguire, infatti, l’intero iter semplicemente collegandosi al portale da oggi in funzione.

Prima delle relazioni dei dirigenti Lavori Pubblici del Gruppo S.i.SMI.Ca e gli interventi degli ingegneri che hanno voluto discutere, cartine alla mano, di rischi sismici in Campania, i saluti dell’ Assessore ai Lavori Pubblici e Protezione Civile Edoardo Cosenza e dell’Assessore all’Università e Ricerca Scientifica Guido Trombetti.

Per Cosenza quella presentata stamane resta “una innovazione che consente ai residenti campani di seguire passo passo la modulistica legata ad un’opera da realizzare in una zona sismica, una vera e propria rivoluzione perché si velocizzano i tempi, si monitora i lavori e ci si può rendere conto della trasparenza dell’iter”.

Da Trombetti i ringraziamenti ai tecnici e agli ingegneri che si sono adoperati per la registrazione di dati che fanno parte della storia del territorio campano. “Per quanto concerne le Università non esiste alcun edificio a rischio sismico o con evidenti problemi di staticità – dichiara l’Assessore – Basta studiare i dati e le cartine fornite dai tecnici, da oggi on line, la Campania universitaria non ha da temere”.

Carmen Cretoso

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