Test di ammissione corsi di laurea in Architettura: entro il 23 settembre le prove negli Atenei

Pubblicato il Decreto Ministeriale con le indicazioni generali per la definizione dei bandi da parte delle singole Università e per lo svolgimento della prova.

Il ministero dell’Università e della Ricerca comunica che le prove di ammissione dei candidati che vorranno accedere ai corsi di laurea e di laurea magistrale per la formazione di architetto dovranno svolgersi nei singoli atenei e concludersi entro il 23 settembre 2021. Èquanto ha stabilito il Decreto del Ministro n. 624 del 27 maggio scorso, pubblicato sul sito del MUR, nel quale sono contenute anche le linee guida e le procedure che le Università dovranno seguire per lo svolgimento delle prove.

Nel dettaglio, la data del test, le modalità per potersi candidare e quelle per lo svolgimento delle prove, il numero dei posti disponibili saranno indicati nei bandi che verranno predisposti dai singoli atenei, sulla base delle indicazioni contenute nell’attuale decreto, e che verranno pubblicati sui siti ufficiali delle università.

La prova di ammissione, la cui struttura sarà uguale per tutte le università, consisterà in una prova scritta di 40 domande, ciascuna con cinque possibili risposte, da risolvere in un tempo massimo di 70 minuti. I quesiti riguarderanno argomenti di cultura generale e ragionamento logico, storia, disegno e rappresentazione, fisica e matematica, meglio dettagliati nell’Allegato al decreto.

Tutti i dettagli sono contenuti nel decretoDecreto Ministerale n. 624 del 27-05-2021

Total
1
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Festival della Comunicazione 2021 oltre 100 grandi ospiti del panorama culturale italiano

Next Article

Transizione ecologica e digital skills: l’università deve essere consapevole dei nuovi lavori

Related Posts
Leggi di più

Rientro dei cervelli in fuga, la ministra Messa ci crede: “Abbiamo messo sul piatto 600 milioni di euro”

In Senato la ministra dell'Università ha confermato l'importante stanziamento del Governo grazie ai fondi del PNRR riguardo al programma di rientro dei ricercatori italiani che sono andati a lavorare all'estero. E sul no della Gran Bretagna per il visto speciale per i nostri laureati: "Noi siamo diversi da loro e accogliamo chiunque abbia le capacità di innovare".