Sapienza, inaugurato l’anno accademico. Messa: “Oggi la ricerca al centro dell’agenda politica”

Rettrice Polimeni: “Necessario combattere il rifiuto delle diversità”

Si è svolta stamattina nell’aula magna del Rettorato la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2020-2021, 718° dalla fondazione di Sapienza Università di Roma, la prima inaugurazione presieduta da Antonella Polimeni nelle vesti di rettrice dell’Ateneo.

Hanno partecipato alla cerimonia la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, il vice Presidente della Regione Lazio Daniele Leodori, la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi. Sono intervenute la Ministra per l’Università e ricerca Maria Cristina Messa, la Ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti, la Ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, la Ministra per le Disabilità Erika Stefani.

La cerimonia si è aperta dedicando un minuto di silenzio alla memoria di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo mentre erano impegnati nel costruire un orizzonte di pace. “Fare da cerniera tra l’università e il lavoro – ha affermato la ministra Messa – dobbiamo essere la cerniera tra questi due mondi. Dobbiamo essere al passo con i tempi che corrono veloci. Ricordo che la tipologia di vaccino che stiamo usando contro il Covis-19 è il frutto di anni di ricerca per la tecnologia e la conoscenza usata per produrlo”. E poi ha ricordato: “Il Recovery Plan e questa dura pandemia ha riportato, finalmente, la ricerca al centro dell’agenda politica”.

La rettrice Antonella Polimeni ha pronunciato la prolusione dal titolo “Diseguaglianze, mobilità sociale e istruzione: quale ruolo per l’università?”, parlando di “rimettere al centro la questione di genere nell’università e contrastare con fermezza tutte le forme di discriminazione e disuguaglianze”. “Necessario combattere il rifiuto delle diversità: non deve esistere distinzione tra italiano e straniero, tra ricco e povero, tra abile e disabile, tra uomo e donna all’interno del mondo universitario”, ha affermato con forza la rettrice. “L’ideale democratico al quale si ispirano le nostre istituzioni richiede che le persone si percepiscano come titolari di comune umanità e portatori di eguali diritti, la Costituzione afferma la parità sociale di tutti i cittadini e impegna i pubblici poteri a rimuovere gli ostacoli a questa uguaglianza. Ancora oggi non è il merito a distinguere gli esseri umani anche nel nostro campo”. Dopo gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese dove si evidenza maggiormente una stretta correlazione tra il reddito dei genitori e quello dei figli: “La riproduzione intergenerazionale è un processo cumulativo che può creare enormi disuguaglianze, le università sono ancora i baluardi di inclusione e argine alle disuguaglianze ma dobbiamo accrescere sempre di più l’accasso all’istruzione”.

Durante la cerimonia ha trovato spazio un tributo alla relazione tra “arte e scienza”, realizzato attraverso proiezioni di immagini del biologo Fernán Federici della Università di Scienze Biologiche del Chile e di Radha Chaddah, straordinaria artista canadese con Master in Science in Cell and Molecular Neurobiology. L’allestimento visuale, disegnato da Luca Ruzza, è stato realizzato nell’ambito del Corso di Design Comunicazione Visiva e Multimediale, del Dipartimento di Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura, con il contributo di giovani media e visual designer che si sono formati o che collaborano con la Sapienza, incubatrice di ricerche e linguaggi innovativi.

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