“Io, due lauree e un biglietto pronto per partire. Vado via dall’Italia per rabbia, non per pietà”

vado via dall'italia

“Vado via dall’Italia per rabbia, non per pietà. Sono stanco di un sistema che si basa tacitamente su imbrogli e raccomandazioni”. E’ amareggiato Gabriele, studente che ha inviato una lettera firmata al Corriere dell’Università diretta al presidente del Consiglio Matteo Renzi 

 

“Caro presidente del Consiglio, cercherò di scriverle una mail dai toni civili ma molto diretti. Lei è consapevole di essere a capo di uno Stato in cui i concorsi ‘pubblici’ in ogni settore sono poco trasparenti per non dire palesemente truccati? Cosa farà per debellare questa piaga sociale?

Le delucido la mia situazione (ma è quella di una miriade di giovani): ho due lauree umanistiche, ho provato a fare diversi concorsi per entrare nel mondo della ricerca (accademica), ma ho subito notato stranezze per non dire palesi frodi nelle modalità di valutazione. Mi hanno detto di fare ricorso, ma francamente non credo più nella possibilità di poter combattere un’ingiustizia secondo le modalità di chi è causa dei problemi. Ho deciso di abbandonare l’Italia perché ho smesso di crederci. La cosa che non riesco a tollerare è il fatto che la maggior parte della gente dia assolutamente per scontate queste regole del gioco in modo tacito, compiacente o rassegnato.

Qualcuno ha avuto anche il coraggio di dire che le lauree umanistiche sono ‘troppe’ in questo Paese, dato palesemente falso e in contrasto con gli Stati più avanzati dell’Europa. La verità è che a noi il lavoro lo rubano i raccomandati piazzati dalla politica (sì, presidente, quella di cui lei è diretta emanazione; le cui modalità clientelari e da regime prima o poi faranno implodere il sistema se non si prenderanno le giuste decisioni) o da altri fattori, che chiamerei familiari o relazionali.

Io ho deciso -come tanti altri laureati- di lasciare questo Paese perché non credo più che voi possiate fare nulla; ma soprattutto perché questo luogo sta cacciando milioni di giovani. Le assicuro, caro presidente, che alla lunga sarà l’Italia a perdere e già lo fa da anni.

Siccome adesso lei ha davanti una splendida carriera si ricordi che ci sono tantissimi giovani cui questa carriera è stata preclusa, perché non hanno avuto (o non hanno voluto) gli agganci con la politica. Spero inoltre che avrà la briga di leggere queste parole, ne guadagnerebbe in credibilità.

Io sto lasciando l’Italia perché il Paese mi ha cacciato. Spero che un giorno possa ritornare in una Patria di cui possa andare fiero.

Ascoltateci, e non lo chiedo per pietà, lo chiedo con la rabbia di chi andrà a fare cattiva pubblicità all’estero. Mediti e faccia qualcosa, caro presidente”.

Lettera firmata

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  1. Prima di partire fai un tentativo qui da noi! Abbiamo assunto sempre e ogni anno almeno uno. Ci siamo fermati per alcuni anni, che sono nulla sulla linea del tempo in 25 anni di attività’. Per festeggiare la nostra società’ riprende ad assumere e dare il buon esempio. Solo sul merito! Da sempre! Aspetto il tuo curriculum. CONTRO I CERVELLI IN FUGA, SE SEI UN CERVELLO, SCRIVICI. AUTORIZZO LA REDAZIONE A DARTI LA NOSTRA MAIL. DIGIGRAF NAPOLI

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