Il presidente Mattarella apre l’anno accademico alla Statale di Milano. “Per sempre grati a scienza e ricerca”

Il Presidente della Repubblica ha inaugurato questa mattina l’anno accademico dell’Università Statale di Milano. Con lui anche la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

“Non saremo mai abbastanza grati al mondo della scienza e della ricerca per la velocità e l’impegno con cui hanno consegnato all’umanità i mezzi per sconfiggere la pandemia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia per l’anno accademico 2020-2021 all’Università Statale di Milano. “Si progetta sempre il futuro, non lo si conosce, ma se si forma e si incentiva lo spirito critico, potremmo essere certi che lo costruiremo bene” ha proseguito il presidente durante la cerimonia che ha visto tra i presenti anche la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa che, anche lei ha sottolineato l’importanza della ricerca scientifica.

“Dobbiamo arginare il pressapochismo scientifico, trasmettendo ai giovani la passione per la buona ricerca scientifica, invitarli a studiare e ad approfondire le conoscenze in ogni campo. Per farlo occorre offrire testimonianze di scienza, trasferire conoscenze e metodologie, senso critico e dubbio scientifico. Perché è dalla buona ricerca che dipende il futuro individuale e collettivo. E i giovani devono diventare protagonisti” ha detto la ministra Messa.

Ha riguardato invece lo stato di salute delle università italiane l’intervento del rettore della Statale, Elio Franzini. “Le università sono state, e sono ancora, sottoposte a uno stress test di straordinaria rilevanza, ma tuttavia non possono dimenticare i problemi aperti. Problemi – ha detto il rettore – che riguardano in prima istanza i suoi stessi modelli di governance, schiacciati tra una nostalgia crescente, spesso acritica ed eccessiva, per un governo ‘tradizionale’ e l’evidente difetto di un’impostazione aziendalistica, incapace non solo di comprendere gli specifici problemi dell’università, ma anche di rispondervi con velocità ed efficacia. Le risorse non devono essere distribuite a pioggia in base a un principio egualitario che si rifiuta di comparare istituzioni universitarie oggettivamente diverse. Vanno invece esaltate le specificità e le potenzialità di ciascuno, al di là dei territori e senza generare anacronistiche divisioni”.

“Di solito la cerimonia che inaugura l’anno accademico serve a fare il punto sul proprio ateneo, con numeri e cifre, come si è fatto lo scorso anno, inaugurando a febbraio, pochi giorni prima della
sospensione della didattica. Quest’anno la data un po’ avanzata, e quel che è accaduto, risparmiano a noi tutti questo rito. Ricordando le scorse inaugurazioni, è difficile non vedere di nuovo qui con noi, ricordo il posto esatto in aula magna, persone che non ci sono più, portate via dal Covid”, ha continuato. “Oggi in senso proprio non inauguriamo, ma vogliamo testimoniare che andiamo avanti, che non siamo mai stati fermi” ha concluso il rettore Franzini.

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