Il futuro della scuola? Meno studenti e più tempo in aula

Per il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il futuro della scuola dovrà adeguarsi al calo demografico e la dispersione scolastica
Patrizio Bianchi

Nei prossimi 10 anni, le scuole italiane avranno 1 milione e 400 mila ragazzi in meno. Lo ha detto oggi il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante l’audizione di oggi per le commissioni Cultura della Camera e del Senato.

Il dato si base sull’ultimo report demografico dell’Istat, pubblicato il 3 maggio, che non solo conferma il trend negativo del passato, ma descrive un’accelerata del calo, pari a -14,3% per il mese di gennaio.

Eppure, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha stanziato fondi sufficienti per mantenere l’organico del passato e addirittura poterlo aumentare. Il numero degli insegnanti, quindi, non sarà legato proporzionalmente a quello degli studenti. Per Bianchi, il futuro della scuola saranno classi con numeri di studenti ridotti, ma più tempo in aula, quindi più corsi, quindi più docenti.

Un altro dei problemi affrontati durante l’udienza è quello degli insegnanti precari. Ci sono circa 500mila posti comuni vacanti e oltre 200 mila docenti a tempo determinato con situazioni diverse. E’quindi necessario riuscire a combinare titoli ed esperienze con le necessità delle scuole, per il ministro sarebbe sbagliato trattarli tutti allo stesso modo

Infine, Bianchi si è soffermato sulla dispersione scolastica, di cui ha definito l’indice “insostenibile”. Il ministero stanzierà, oltre ai 150 milioni di euro per il ponte estivo, altri 320 milioni per garantire la struttura di supporto. Inoltre, verranno aggiunti altri 40 milioni per la cosiddetta “povertà educativa”, quindi per i progetti di inclusione dedicati alle aree periferiche e più povere, dove l’abbandono scolastico è intrecciato a situazioni sociali difficili.

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