Il CUN si rinnova e si confronta con il ddl Gelmini

La riforma Gelmini si misura con il CUN-Consiglio Universitario Nazionale, i cui rappresentanti si apprestano ad essere parzialmente rinnovati attraverso nuove elezioni.

La riforma Gelmini recentemente approvata dalle due Camere della Repubblica, si misura ora con il CUN-Consiglio Universitario Nazionale (CUN), i cui rappresentanti si apprestano ad essere parzialmente rinnovati attraverso nuove elezioni.

Ricercatori, docenti e personale del mondo universitario che si sono fortemente battuti negli ultimi mesi per la riforma dell’università italiana, sono ora chiamati ad eleggere i propri rappresentati al CUN che avranno un ruolo attivo nell’attuazione dei decreti contenuti nella Legge Gelmini.

Il Consiglio Universitario Nazionale è un organo tecnico di consulenza del Ministero dell’Istruzione e i suoi membri parteciperanno alla approvazione dei primi tre decreti ministeriali inclusi nel ddl di riforma, su cui si è fortemente battuto l’attuale Consiglio.

Sono infatti frutto dell’operato del CUN i primi tre decreti attuativi della nuova legge di riforma: il sistema dei concorsi con abilitazione nazionale e chiamata locale che semplificano le procedure, valorizzano il merito non condizionandolo alla disponibilità finanziaria dei singoli Atenei e responsabilizzano le comunità scientifiche che dovranno dimostrare la loro capacità di selezione meritocratica;

la revisione dei settori scientifico-disciplinari e la loro accorpamento nei settori concorsuali che rende più ampia la platea dei valutatori riducendo il rischio di giudizi dati da comunità troppo ristrette e allinea il sistema italiano a quello europeo; il sistema delle equipollenze dei titoli di studio che mette il sistema italiano della alta formazione in linea con gli altri sistemi creando una sorta di moneta unica della formazione.

Spiega Andrea Lenzi, Presidente CUN: ” L’operato del CUN negli ultimi quattro anni ha inciso fortemente sulla discussione sul disegno di riforma predisponendo i pareri e i documenti necessari affinché i decreti attuativi diventino rapidamente operativi, rendendo la comunità accademica adeguata a quel sistema di valutazione e di trasparenza richiesto dal Paese.  Le elezioni del Consiglio, quindi, continua Lenzi, costituiscono il primo banco di prova per tutto il personale universitario che vuole partecipare, ancora e con rinnovata forza, al miglioramento del sistema universitario italiano”.

Il CUN è composto da 58 membri in parte elettivi ed in parte designati da altri organismi universitari e le elezioni dei propri rappresentanti si svolgono ogni quattro anni.

In questa tornata elettorale saranno rinnovati i due terzi dei componenti, cioè 37 membri

Dal 20 al 26 gennaio 2010 nelle sedi delle 95 università italiane, si apprestano a votare i loro rappresentanti 91.151 soggetti del mondo universitario, così suddivisi: 30.626 docenti (ordinari, associati, ricercatori) di sette aree disciplinari (scienze chimiche; scienze biologiche; scienze agrarie e veterinarie; ingegneria industriale e dell’nformazione; scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche; scienze giuridiche e scienze economiche e statistiche) insieme al personale amministrativo degli atenei, ovvero 60.525 persone.

Il Consiglio Universitario Nazionale è l’unico organo di autogoverno delle università eletto democraticamente e non ha organismi equivalenti.

Giovedì 27 gennaio 2010 si svolgerà lo scrutinio. Per informazioni sulle candidature:  elezionicun.miur.it

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