Auto della preside da lavare a scuola, parla il bidello: “E’ stato un ordine. La denuncio per mobbing”

C’è un nuovo capitolo nella saga tra la preside del liceo classico Arnaldo di Brescia e il collaboratore scolastico a cui la dirigente avrebbe chiesto di lavare il parabrezza della sua auto. Il bidello conferma la versione degli studenti e minaccia di trascinare la dirigente in tribunale. Intanto a scuola arrivano anche gli ispettori del Ministero.

Una denuncia per mobbing: sembra non finire più il caso della preside del liceo Arnaldo di Brescia che avrebbe ordinato al bidello della scuola di lavarle l’auto durante l’orario scolastico. Se ieri la dirigente, Tecla Fogliata, aveva smentito categoricamente la vicenda bollando come “falsità di un gruppo di docenti” la ricostruzione dei fatti che ha fatto il giro di mezza Italia, oggi a tenere banco è la versione del collaboratore scolastico, Gerardo Petruzzelli.

Attraverso il suo legale, infatti, il bidello smentisce a sua volta la preside, confermando di aver ricevuto un ordine da parte della dirigente e per questo di valutare una denuncia sia per mobbing che per diffamazione, così come confermato al Corriere della Sera. Il tutto mentre al liceo classico bresciano stanno per arrivare gli ispettori del Ministero che cercheranno di fare luce sulla vicenda.

Intanto ecco come sarebbero andate le cose secondo la versione del collaboratore scolastico: “Intorno alle 9.30 — ha ricostruito l’avvocato Cocchetti che assiste il bidello — il signor Petruzzelli si trovava nella sala dove si fanno le fotocopie quando si è avvicinata la dirigente scolastica che gli ha ordinato di pulirle i vetri dell’auto in quanto sarebbe dovuta andare all’istituto di Castelcovati, dove è reggente. Al dipendente del liceo Arnaldo è stato chiesto, in modo perentorio, di pulire i vetri dell’automobile a causa della resina che cade dagli alberi. Al ‘puliscimela!’ della preside non c’è stata alcuna offerta da parte del bidello: ha ricevuto un chiaro ordine”. A quel punto il bidello, in tensione anche per un richiamo ricevuto qualche settimana prima, avrebbe scaraventato a terra la spugna: il tutto davanti a studenti e insegnanti che hanno assistito alla scena.

Soltanto ieri la preside Tecla Fogliata aveva diffuso un comunicato stampa in cui smentiva categoricamente la versione veicolata dagli organi di informazione, minacciando querele e scaricando ogni responsabilità a studenti e docenti evidentemente non in linea con la sua gestione scolastica. “La dirigente Tecla Fogliata – aveva detto il suo avvocato  – perseguirà nelle competenti sedi, chi ha strumentalizzato tale ricostruzione non veritiera per sottoporla ad una gogna pubblica davanti a numerosi studenti e alla successiva inqualificabile gogna mediatica, anche attraverso riprese video effettuate all’interno della scuola con cellulari e prontamente diffuse in rete, per fini che nulla hanno a che vedere con i diritti di singoli collaboratori dell’Istituto, ma da ricondursi a direttive di carattere gestionale e organizzative di carattere generale del tutto legittime non gradite ad un numero minimo di docenti (nell’ordine di 4/5 docenti su 70 circa), sono ad oggi e evidentemente abituati all’autogestione”.

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