Marte, test di gravidanza per scoprire se c’è stata vita

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Il primo ‘test di gravidanza’ per Marte parla anche italiano e potrebbe andare a cercare tracce di vita sul pianeta rosso a bordo del successore di Curiosity. Si chiama Life Marker Chip ed estrarra’ campioni di suolo e rocce marziane a caccia di circa 60 composti, fra precursori della vita e vere e proprie molecole biologiche. Lo ha detto uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, John Robert Brucato dell’Osservatorio di Arcetri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), nel seminario sull’astrobiologia e sulla biomedicina organizzato dall’Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis) presso l’Osservatorio di Arcetri (Firenze) e a Livorno, presso i laboratori della Kayser Italia. Inizialmente pensato per la missione europea su Marte ExoMars, il progetto e’ ora candidato per partecipare alla missione Curiosity 2 della Nasa il cui lancio e’ previsto per il 2020. Il progetto, e’ coordinato da Mark Sims dell’universita’ britannica di Leicester e attualmente e’ in fase di studio.

A differenza del robot Curiosity, arrivato su Marte il 6 agosto 2012 e che sta cercando le prove che in passato il pianeta rosso era un ambiente abitabile, Curiosity 2 sara’ munito di biomarcatori per cercare molecole organiche in modo piu’ mirato. ”Stiamo cercando – ha spiegato Brucato – i solventi adatti ad estrarre le biomolecole dal suolo e dalle rocce di Marte”. Il successore di Curiosity andra’ a caccia della vita passata nel sottosuolo marziano perche’ la superficie del pianeta rosso e’ resa sterile dalle radiazioni, ha spiegato il presidente della Societa’ italiana di Astrobiologia, Enzo Gallori.

Una volta prelevati i campioni, da questi dovranno essere estratte le molecole. Queste ultime, ha aggiunto Brucato, ”dovranno essere concentrate e poi iniettate in un chip nel quale sono presenti degli anticorpi in gradi di riconoscere circa 60 molecole”. La risposta, positiva o negativa, sara’ segnalata con una fluorescenza colorata, che ricorda il meccanismo degli attuali test di gravidanza. I ricercatori, ha proseguito l’esperto, sono interessati a tre classi diverse di molecole: i composti che si producono senza la presenza della vita (come le catene carbossiliche e le basi presenti nel Dna), le molecole biologiche (come Dna e Rna, i componenti delle proteine, le proteine stesse, le molecole che fanno parte della membrana cellulare); le molecole di contaminazione (composti organici che potrebbero essersi formati per esempio dai carburanti della sonda arrivata su Marte).

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