Docenti in pensione, il Ministero gioca d’anticipo: le domande dovranno essere presentate entro il 31 ottobre

Il ministero dell’Istruzione anticipa di quasi due mesi la scadenza per le domande di pensionamento del personale scolastico. Nei prossimi tre anni si dovrebbero liberare 86.160 cattedre (29.986 nel 2022, 28.702 nel 2023, 27.472 nel 2024).
Prof con la valigia

Con un anticipo di quasi due mesi sulla normale tabella di marcia il ministero dell’Istruzione ha fissato la scadenza del 31 ottobre 2021 per la presentazione delle domande di pensionamento dei docenti della scuola. Resta invariato, invece, il termine ultimo per la domanda che i dirigenti potranno presentare, ovvero quello del 28 febbraio 2022. Le nuove regole sono state fissate dal Dm 294 del 1°ottobre e dalla circolare 30142, sempre dello stesso giorno e fissa il collocamento a riposo a partire dal 1° settembre del prossimo anno. Esclusa quindi la possibilità di “uscite” con domande presentate successivamente alla data del prossimo 31 ottobre.

Fino a questo momento la scadenza per la presentazione delle domande di pensionamento è stata sempre fissata attorno alla prima metà di dicembre (nel 2020 fu quella del 7 dicembre). Quest’anno però il ministero dell’Istruzione ha voluto giocare d’anticipo anche per cercare di non farsi trovare impreparato alla partenza del prossimo anno scolastico quando ci sarà da sciogliere il nodo delle cattedre ancora vacanti.

Secondo le prime stime nei prossimi tre anni si dovrebbero liberare 86.160 cattedre (29.986 nel 2022, 28.702 nel 2023, 27.472 nel 2024) che dovranno essere occupate attraverso i due concorsi ordinari da circa 40mila cattedre che dovrebbero partire entro dicembre. Poi toccherà alle nuove selezioni, previste dal dl Sostegni bis, con quota riservata del 30% per i precari con 3 anni di servizio negli ultimi 10. E al nuovo concorso straordinario riservato ai prof della II fascia Gps che hanno svolto 3 anni di insegnamento negli ultimi 5 anni.

Come ricorda il Sole 24 ore quest’ anno è anche l’ultimo di vigenza per “quota 100”: i requisiti devono maturare entro il 31 dicembre 2021 ma questa via “d’uscita” potrà essere intrapresa anche nei prossimi anni a patto che la somma 62 anni + 38 di contributi sia stata raggiunta nell’arco temporale di vigenza dello strumento, cioè entro fine 2021. Oltre alla pensione di vecchiaia (67 anni e almeno 20 contributi), il termine del 31 ottobre 2021 vale anche per chi ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) ma non ha ancora compiuto i 65 anni e che, ricorrendo le condizioni previste dal decreto n. 31/1997 del ministro per la Funzione Pubblica, chiede la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. 

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