Il Dams di Bologna ha deciso: le proclamazioni delle lauree triennali, a partire dalla sessione di luglio, saranno fatte esclusivamente on line. Una misura estrema, che serve ad evitare la calca nelle aule al momento della discussione, e la conseguente festa tra cori, spumante e qualsiasi “follia” abbia partorito la testa degli amici del neo dottore o della neodottoressa. Gli studenti però la prendono malissimo e hanno organizzato una raccolta firme sulla piattaforma change.org, per chiedere di ripensare alla decisione.
Vuoi mettere la differenza tra festeggiare il momento con i propri cari nelle aule delle facoltà, piuttosto che collegarsi col pc da casa e ricevere l’ufficializzazione della laurea? L’Ateneo spiega la scelta sia con la volontà di togliere solennità al raggiungimento della triennale, intesa come un naturale prolungamento degli studi liceali (un passo iniziale verso l’abolizione stessa della tesi, da sostituire, è questa l’idea, con un esame scritto). Sia con l’ingestibilità di certe feste, dall’impatto imbrattante ed eccessivamente rumoroso, oltre che complicate in termini di capienza delle aule. Vigili allertati e necessità di ripulire sono i motivi sembrati buoni a giustificare una decisione dolorosa ma ritenuta corretta.
Gli studenti protestano, sentendosi già vessati in tanti altri ambiti della loro vita universitaria, dagli affitti in giù. Vorrebbero conservare questo momento unico, che magari sì, è solo il primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo del percorso di studi, ma è anche il primo riconoscimento ufficiale del lavoro fatto, da condividere con parenti e amici. Con i riti di sempre: la corona in testa, la tesi sempre in mano, le tantissime foto e le mille variazioni sul tema, alcune effettivamente ardite. Dai lanci di uova e farina, ai travestimenti improbabili da portare in giro per la città, alle prove alcooliche da superare già in mattinata. Sempre pronti a far partire il classico “Dottore, dottore…”. Davanti a un pc non sarà proprio la stessa cosa.
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