Scuola: il prossimo anno 134mila studenti e 5660 prof in meno

Insegnante bando libri

Il prossimo 26 marzo è previsto un nuovo incontro all’Aran tra sindacati e Ministero dell’Istruzione per discutere il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del comparto Istruzione. Tuttavia, le prime stime evidenziano una realtà allarmante: nel prossimo anno scolastico potrebbero esserci 134mila banchi vuoti rispetto all’attuale.

Tagli al personale docente e ATA: la protesta dei sindacati

Durante il precedente incontro, il Ministero ha prospettato ai sindacati il taglio di 5.660 posti per i docenti e di 2.174 unità di personale ATA a partire dal prossimo anno scolastico, come previsto dalla Legge di Bilancio. Una decisione fortemente contestata dai sindacati:

  • La Gilda degli Insegnanti sottolinea che i tagli interesseranno i posti comuni, essenziali per ridurre il numero di alunni per classe, con il rischio di soppressione delle classi nelle scuole più piccole.
  • La Flc Cgil, che aveva già scioperato contro questi tagli nei mesi scorsi, denuncia la riduzione dei collaboratori scolastici, una figura già carente nelle scuole.
  • La Uil Scuola esprime preoccupazione per l’aumento dei pensionamenti, con 10.293 docenti che hanno lasciato il servizio senza un adeguato turnover.
  • L’Anief, per voce del presidente Marcello Pacifico, critica duramente il taglio al personale ATA, ritenendolo immotivato vista la crescente necessità di figure di supporto nelle scuole.

Calo demografico e chiusura delle scuole

Oltre ai tagli del personale, il dimensionamento scolastico continua a suscitare proteste, con molte scuole che hanno presentato ricorsi, perlopiù respinti. Il problema si lega alla denatalità, che dovrebbe essere vista come un’opportunità e non una penalizzazione, come evidenziato dalla Uil Scuola.

Secondo le prime stime, nel 2025/26 ci saranno circa 134mila studenti in meno rispetto all’anno in corso, un dato che potrebbe portare ulteriori ridimensionamenti e chiusure di istituti, soprattutto nelle aree più periferiche.

La situazione resta tesa e il confronto tra sindacati e ministero si preannuncia acceso.

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