Dopo la Columbia Trump minaccia maxi-tagli a Harvard e Princeton

La riduzione dei fondi riguarda le proteste pro-Gaza nei campus degli atenei. In ballo contratti federali sulla ricerca

Dopo la Columbia University, il presidente Donald Trump minaccia maxi-tagli a Harvard per le proteste pro-Gaza nel campus, ma anche Princeton si e’ vista ridurre le sovvenzioni a “svariate decine di programmi di ricerca”, ha detto Chris Eisgruber, il presidente dell’ateneo della Lega dell’Edera che nel 1933 apri’ le porte ad Albert Einstein in fuga dal nazismo. Per Harvard la revisione ordinata dall’amministrazione Trump in seguito ad accuse relative a come sono stati gestiti episodi di antisemitismo sul campus riguarda circa 9 miliardi di dollari in sovvenzioni e contratti federali.

Tagliata la ricerca

Una task force esaminerà gli oltre 255,6 milioni di dollari che Harvard riceve in contratti col governo, ma anche oltre 8,7 miliardi di dollari in impegni di aiuti pluriennali all’ateneo e a istituzioni affiliate, hanno annunciato il Dipartimento dell’Istruzione, il Dipartimento della Salute e la General Services Administration. Eisgruber non ha quantificato i tagli a Princeton che sono stati ordinati da un gruppo di agenzie tra cui la Nasa e il Pentagono.

Il 7 marzo Trump aveva ritirato 400 milioni di dollari in fondi di ricerca alla Columbia e l’università si era piegata – non è chiaro se col risultato auspicato – offrendo concessioni sulla gestione delle manifestazioni e sui curriculum degli istituti per gli studi mediorientali.

Secondo il presidente di Harvard i tagli fermerebbero “ricerche salva-vita”

“Le recenti azioni di Harvard contro l’antisemitismo istituzionale, sia pure da tempo dovute, sono benvenute, ma c’è molto di più che devono fare per il privilegio di ricevere i sudati dollari dei contribuenti”, ha detto Josh Gruenbaum, alto funzionario della Gsa. Ammettendo a sua volta in un messaggio a professori e studenti che Harvard “non è perfetta”, il presidente dell’ateneo Alan Garber ha annunciato che collaborerà.

Garber, che è ebreo e ha preso il posto l’anno scorso di Claudine Gay, dimissionaria per le risposte lacunose durante un’audizione in Congresso sull’antisemitismo nei campus, ha peraltro avvertito la squadra di Trump che i tagli fermerebbero “ricerche salva-vita”. Non è chiaro come l’amministrazione sia arrivata al totale dei 9 miliardi, ma Garber ha citato ospedali affiliati alla Medical School come Mass General Brigham, il Dana Farber Cancer Institute e il Boston Children’s Hospital.

Le azioni del governo hanno attirato la protesta di luminari del mondo accademico. Oltre 1900 membri della National Academy of Sciences hanno accusato Trump di un “assalto all’ingrosso alla scienza” che minaccia di far regredire di decenni la ricerca. L’attacco a Harvard segue la falsariga di quello a Columbia e ancor più che in quel caso le minacce di Washington hanno fatto notizia, anche alla luce della reputazione nell’immaginario collettivo dell’ateneo come secolare scuola di eccellenza.

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