CorriereUniv.it
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Guide
    • Guida alla Maturità
    • Guide all’Università
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Guide
    • Guida alla Maturità
    • Guide all’Università
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv

Intelligenza artificiale, il 94% degli studenti la usa e il 53% si confida con un chatbot

Mirko Bellaria by Mirko Bellaria
7 Settembre 2026
in News
A A
Studentessa al computer usa l’intelligenza artificiale per studiare e dialogare con un chatbot

studentessa al computer usa l'AI anche come confidente secondo ricerca Indire

Il 94% degli studenti delle scuole secondarie utilizza l’intelligenza artificiale almeno occasionalmente. Il 62% vi ricorre ogni settimana o quasi ogni giorno e il 53% dichiara di averla usata almeno una volta per sfogarsi o affrontare un problema personale.

È la fotografia emersa dall’indagine nazionale “Io e l’Intelligenza Artificiale”, condotta tra marzo e giugno 2026 da INDIRE, Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, su 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il campione è ampio ma, come precisano gli stessi ricercatori, è stato costruito per convenienza e non può essere considerato statisticamente rappresentativo di tutti gli studenti italiani. I risultati descrivono comunque abitudini già molto diffuse e pongono alla scuola domande che vanno oltre il semplice utilizzo dell’IA per svolgere i compiti.

Alle superiori l’IA è già un’abitudine

Il 40,3% degli intervistati usa strumenti di intelligenza artificiale più volte alla settimana e il 21,15% quasi ogni giorno. Le differenze aumentano con l’età.

Alle scuole medie il 12,5% dichiara di non usare mai l’IA e il 10,4% di utilizzarla quotidianamente. Alle superiori la quota di chi non la usa scende all’1,5%, mentre quella degli utilizzatori quotidiani sale a circa il 28%.

Per l’84% degli studenti l’intelligenza artificiale è anche uno strumento di studio. Le attività più frequenti riguardano italiano, scrittura e riassunti, indicate dal 40,32% del campione. Seguono le lingue straniere con il 34,89% e matematica e scienze con il 32,76%.

Il 76,5% ritiene che questi strumenti aiutino a comprendere gli argomenti e a imparare più velocemente. Allo stesso tempo, il 44% teme che l’uso scolastico dell’IA possa creare dipendenza e ridurre la capacità di pensare autonomamente.

Fidarsi non significa controllare le risposte

Il 76% degli studenti afferma di fidarsi delle risposte prodotte dall’intelligenza artificiale, mentre il 62% sostiene di verificarle attraverso altre fonti. L’incrocio delle risposte mostra però quello che la ricerca definisce un paradosso della fiducia.

Tra gli studenti che dichiarano il massimo livello di fiducia, il 55% non controlla le informazioni ricevute. La percentuale arriva al 56,1% tra coloro che affermano di non fidarsi affatto. I comportamenti di verifica risultano più frequenti tra chi mantiene un atteggiamento intermedio e moderatamente fiducioso.

Il dato suggerisce che non sia sufficiente invitare genericamente gli studenti a fidarsi o a diffidare della tecnologia. Occorre insegnare come confrontare le fonti, riconoscere gli errori e valutare l’affidabilità di una risposta.

Quando il chatbot diventa un confidente

Il risultato più delicato riguarda la sfera personale. Il 53% degli intervistati dichiara di essersi rivolto all’IA per sfogarsi o affrontare un problema: il 28,4% lo ha fatto raramente, il 14,8% abbastanza spesso e il 10% molte volte.

A parità delle altre condizioni, le ragazze mostrano quasi il doppio delle probabilità dei ragazzi di confidarsi con un chatbot. La pratica risulta inoltre più presente tra gli studenti più giovani delle scuole medie.

Questo non permette di stabilire automaticamente l’esistenza di un disagio, ma mostra quanto facilmente uno strumento nato per produrre risposte possa essere percepito come un interlocutore. Un chatbot, tuttavia, non possiede comprensione emotiva e non sostituisce il confronto con amici, familiari, docenti o professionisti.

La sfida per la scuola non riguarda quindi soltanto la capacità di scrivere una richiesta efficace. Riguarda soprattutto l’autonomia di giudizio, la verifica delle informazioni e la consapevolezza dei limiti dell’interlocutore digitale.

Mirko Bellaria

Mirko Bellaria

Articoli Correlati

Due giovani lavoratori controllano una busta paga con laptop e calcolatrice
Lavoro

Flat tax sugli aumenti di stipendio dei giovani, la proposta di Giorgetti: che cosa c’è e che cosa manca

Giovani progettisti lavorano a un modello di barca a vela sostenibile in un laboratorio affacciato sul golfo di Napoli
Lavoro

America’s Cup 2027, call per 20 idee sulla Blue Economy: priorità a giovani e donne

Studenti quindicenni svolgono una prova al computer durante una lezione di scienze.
News

PISA 2025, Italia sopra la media in lettura: il 47% usa l’IA ogni settimana per studiare

Next Post
Giovane gioca online davanti a una schermata con opzioni di acquisto in-game

Scommesse, Videogiochi, acquisti in-game dei giovani: ecco cosa dicono i dati ISTAT

Studenti universitari partecipano alla simulazione ONU Padova Model UPR 2026

Padova Model UPR 2026, simulazione ONU gratuita: candidature fino al 2 ottobre

Facebook TikTok Instagram Youtube Twitter
CorriereUniv

ALL SOCIAL SRL
P.IVA 12873291004 N.
REA RM-1406694

Menu

  • Lavoro
  • Scuola
  • Università
  • Video
  • Contatti

Link Utili

  • Privacy Policy
  • Cookie
  • Mini Guide di Orientamento

© 2026 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Guide
    • Guida alla Maturità
    • Guide all’Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti

© 2026 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.