Settembre sarà il mese decisivo per migliaia di aspiranti studenti dell’area medico-sanitaria. Dopo la pubblicazione del calendario delle prove di accesso programmato, è già fissato al 29 settembre 2026 il test per Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina veterinaria in lingua inglese. Prima, però, toccherà alle Professioni sanitarie: il 16 settembre si svolgerà la prova per i corsi in lingua italiana e il 17 settembre quella per i corsi in lingua inglese.
Per l’anno accademico 2026/2027 saranno complessivamente 39.624 i posti disponibili per le lauree triennali delle Professioni sanitarie. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che stabilisce modalità e contenuti delle prove di ammissione.
Dei 39.624 posti disponibili per i corsi triennali, 38.184 sono destinati ai candidati dell’Unione europea e ai candidati non UE residenti in Italia, mentre 1.440 posti sono riservati ai candidati extra UE residenti all’estero.
A questi si aggiungono 4.572 posti per i corsi di laurea magistrale delle Professioni sanitarie: 4.443 destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia e 129 ai candidati extra UE residenti all’estero. La distribuzione dei posti tra gli atenei è stata definita sulla base del potenziale formativo indicato dalle singole università.
Come sarà il test delle Professioni sanitarie
La prova sarà predisposta da ciascun ateneo secondo uno schema nazionale comune e sarà identica per tutti i corsi delle Professioni sanitarie attivati all’interno della stessa università.
I candidati dovranno rispondere a 60 quesiti a risposta multipla, con cinque possibili risposte e una sola corretta, in un tempo massimo di 100 minuti.
Le domande saranno così suddivise:
- 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
- 5 quesiti di ragionamento logico e problemi;
- 23 quesiti di biologia;
- 15 quesiti di chimica;
- 13 quesiti di fisica e matematica.
Il punteggio massimo ottenibile sarà di 90 punti. Per ogni risposta esatta saranno attribuiti 1,5 punti, mentre una risposta errata comporterà una penalizzazione di 0,4 punti. Nessun punto sarà assegnato per le risposte omesse.
Saranno considerati idonei i candidati che otterranno un punteggio superiore a zero. Non potranno invece essere inseriti in graduatoria coloro che non avranno fornito alcuna risposta.



