Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge di riforma del Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Il provvedimento aggiorna la struttura e il funzionamento dell’organo, rafforza i suoi poteri consultivi e modifica la rappresentanza delle componenti universitarie.
Il testo passa ora all’esame della Camera dei deputati: l’iter parlamentare non è ancora concluso.
Bernini: “Le istituzioni non sono monumenti”
“Con la riforma del Consiglio Universitario Nazionale rendiamo l’organo più agile ed efficiente, mantenendone pienamente la rappresentatività e rafforzando la presenza degli studenti. Vogliamo un CUN capace di interpretare i cambiamenti dell’università e di accompagnare quelli che verranno, continuando a essere un interlocutore fondamentale nelle decisioni che riguardano il sistema universitario. Le istituzioni non sono monumenti: devono saper evolvere e guardare al futuro”, ha dichiarato il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
Riforma CUN: pareri obbligatori su docenza e finanziamenti
Il disegno di legge interviene sull’organizzazione del Consiglio, riordinato vent’anni fa, per adeguarlo ai cambiamenti del sistema universitario.
Il testo prevede il parere obbligatorio del CUN sui requisiti di produttività e qualificazione scientifica per l’accesso alla docenza universitaria.
Il parere obbligatorio riguarderà anche i criteri di riparto dell’intero Fondo di finanziamento ordinario delle università (FFO), e non più soltanto la quota premiale. Viene inoltre esteso il nulla osta del Consiglio all’intero sistema delle chiamate dirette.
I componenti passano da 58 a 38
La riforma prevede la riduzione dei componenti del CUN da 58 a 38, attraverso una nuova articolazione delle rappresentanze.
I membri del corpo docente passano da 42 a 28, con due rappresentanti per ciascuna delle 14 aree disciplinari del Consiglio. Restano invece invariati i tre rappresentanti del personale tecnico-amministrativo delle università.
Secondo il Ministero, la nuova composizione punta a rendere più efficaci i processi decisionali, preservando un’adeguata ed equilibrata rappresentatività delle diverse componenti del sistema universitario.
Entrano un dottorando e uno specializzando
La rappresentanza studentesca prevista dal testo comprende cinque studenti e, per la prima volta, un dottorando di ricerca e uno specializzando, tutti eletti su base nazionale.
Un’altra novità è la partecipazione del COPER, la Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca, senza diritto di voto.
Il provvedimento passa alla Camera
Il disegno di legge nasce dal lavoro del gruppo istituito dal Ministero nel 2024, che ha coinvolto le principali componenti del sistema universitario e della ricerca.
Hanno partecipato il Consiglio Universitario Nazionale, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) e la rappresentanza dei presidenti degli enti pubblici di ricerca.
Dopo il voto del Senato, sarà ora la Camera dei deputati a esaminare il testo.



