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Medicina, domani parte il semestre aperto: così le università si preparano all’arrivo degli aspiranti medici

Mirko Bellaria by Mirko Bellaria
31 Agosto 2026
in News, Università
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Medicina, domani parte il semestre aperto: così le università si preparano all’arrivo degli aspiranti medici

Aule, lezioni online, turnazioni, prenotazioni e poli didattici: dal 1° settembre comincia il semestre aperto e gli atenei adottano modelli diversi per gestire una platea senza precedenti. Da Milano a Roma, Bologna, Padova, Firenze e Napoli, ecco come si sono organizzate le università.

Domani si comincia davvero.

Dal 1° settembre gli aspiranti medici iscritti al semestre aperto entreranno nelle università italiane per seguire Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica. Tre insegnamenti, 18 crediti complessivi e diversi mesi di studio prima degli esami nazionali che determineranno l’accesso al secondo semestre.

Ma se programmi, esami e graduatoria sono regolati a livello nazionale, il modo in cui gli studenti frequenteranno questi mesi cambia sensibilmente da un’università all’altra.

Aule tradizionali, lezioni in streaming, rotazioni, prenotazioni, grandi poli didattici e sedi collegate a distanza: alla vigilia della partenza gli atenei stanno completando una macchina organizzativa complessa, chiamata a gestire contemporaneamente un numero di studenti molto superiore a quello che, dopo la selezione, proseguirà effettivamente Medicina.

Il semestre aperto mostra così anche il suo secondo volto: oltre a essere una nuova modalità di selezione degli studenti, è diventato un grande banco di prova organizzativo per le università italiane.

Milano: fino a sei ore al giorno e lezioni divise per linee

Alla Statale di Milano gli studenti sono stati suddivisi in diverse linee didattiche sulla base dell’ordine alfabetico.

Ogni linea ha propri docenti, calendario e sede di riferimento e non è possibile chiedere il cambio. Le lezioni svolte in presenza saranno però contemporaneamente trasmesse online in modalità sincrona, permettendo quindi di seguirle anche a distanza.

L’impegno previsto rende bene l’idea di cosa significhi frequentare il semestre: le attività vanno dal 1° settembre al 13 novembre, dal lunedì al venerdì, con 4-6 ore di lezioni al giorno, distribuite tra mattina e pomeriggio.

Ciascuna delle tre materie comporta 75 ore di didattica. Complessivamente sono quindi 225 ore di lezioni prima ancora di arrivare agli esami.

Non proprio un lungo corso di preparazione al test, dunque, ma un vero semestre universitario.

Bologna: vuoi andare in aula? Devi prenotarti

Ancora diverso il modello scelto dall’Università di Bologna.

Le lezioni si svolgeranno dal 1° settembre al 18 novembre e potranno essere frequentate sia in presenza sia online. Ma per partecipare fisicamente bisogna prenotarsi.

Per le prime quattro settimane, dal 1° al 25 settembre, ogni studente può prenotare fino a quattro giornate di lezione in presenza. Per seguire online, invece, non è richiesta alcuna prenotazione.

Una soluzione che fotografa bene uno dei problemi posti dal nuovo sistema: aprire l’accesso al primo semestre non significa automaticamente disporre di un’aula abbastanza grande da contenere contemporaneamente tutti gli iscritti.

La risposta è quindi una combinazione tra università fisica e università digitale.

Padova: prima in presenza, poi tutti online

A Padova il modello cambia ancora.

Le lezioni inizieranno domani e nelle prime settimane sarà possibile frequentarle in presenza oppure online in diretta. Successivamente, però, le attività didattiche proseguiranno esclusivamente online, fino alla conclusione prevista entro il 30 novembre.

Una scelta che permette all’Ateneo di concentrare la presenza soprattutto nella prima fase del semestre per poi trasferire progressivamente la didattica sul digitale.

È probabilmente una delle trasformazioni più evidenti determinate dal nuovo accesso a Medicina: per gestire numeri così elevati, la lezione universitaria tradizionale non è più necessariamente il modello dominante per tutto il semestre.

Sapienza: cinque grandi poli e il modello Hub-Spoke

A Roma, Sapienza ha invece costruito una vera e propria rete.

Gli studenti del semestre aperto sono distribuiti in cinque poli didattici, identificati attraverso altrettanti colori: Rosso, Giallo, Verde, Rosa e Celeste.

Per settembre le lezioni si terranno dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, con attività in presenza e contemporanea possibilità di collegamento da remoto.

Ma l’organizzazione diventa particolarmente interessante per le sedi di Sant’Andrea, Latina e Rieti, dove Sapienza utilizza anche il modello delle aule “Spoke”.

In pratica, il docente tiene la lezione nell’aula principale, l’Hub, mentre altre aule ricevono la trasmissione in diretta. Gli studenti possono comunque interagire attraverso una funzione di domande e risposte e nelle aule sono presenti tutor.

È una sorta di università distribuita: una stessa lezione può raggiungere contemporaneamente studenti che si trovano in edifici e persino città differenti.

A Rieti, ad esempio, l’Ateneo ha comunicato che le attività partiranno domani nell’Aula Magna della ASL di via del Terminillo.

A ottobre Sapienza cambia ancora

Anche all’interno dello stesso semestre il modello non resterà identico.

A settembre Sapienza punta maggiormente sulla presenza; a ottobre entrerà in funzione una rotazione degli studenti nelle aule attraverso un sistema di prenotazione, continuando comunque a garantire il collegamento online.

A novembre, invece, la didattica diventerà prevalentemente a distanza e aumenterà lo spazio destinato a tutorato, esercitazioni e approfondimenti in vista degli esami.

Il semestre aperto, quindi, assomiglia sempre meno a un semestre universitario tradizionale e sempre più a un percorso che cambia progressivamente forma man mano che si avvicina la selezione nazionale.

Firenze: lezioni online e in presenza, ma cambiano anche le aule

Anche l’Università di Firenze ha scelto un sistema misto.

Le lezioni partono il 1° settembre e saranno disponibili sia online sia in presenza.

Per chi sceglierà l’aula, però, ci sarà anche un piccolo trasloco durante il semestre: fino al 25 settembre le attività in presenza saranno ospitate nel plesso di via della Torretta; dal 28 settembre si sposteranno nelle aule del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” di viale Morgagni.

Un altro esempio della necessità di utilizzare in maniera flessibile gli spazi disponibili.

Torino: presenza garantita, ma sempre con l’alternativa online

Anche l’Università di Torino conferma una soluzione ibrida.

Una parte delle lezioni sarà organizzata in presenza, ma agli studenti dovrà essere sempre garantita la possibilità di seguirle anche online.

La frequenza resta obbligatoria e sarà controllata dall’Ateneo secondo le modalità comunicate agli iscritti.

Da Milano a Torino, passando per Bologna, Roma e Padova, emerge quindi una caratteristica comune: il digitale non è più soltanto un servizio aggiuntivo, ma uno degli strumenti indispensabili per rendere possibile il semestre aperto.

Napoli: il semestre comincia anche con una sfida di inclusione

La gestione di migliaia di studenti, però, non riguarda soltanto aule e connessioni.

Alla Federico II di Napoli, il Centro SInAPSi ha predisposto uno specifico servizio per gli iscritti al semestre filtro con disabilità, invalidità, DSA o condizioni di salute che possano compromettere la frequenza delle lezioni.

Gli studenti possono richiedere supporti, adattamenti e ausili. Chi ne aveva necessità fin dal primo giorno doveva presentare la richiesta entro i termini indicati dall’Ateneo, ma anche le domande successive continueranno a essere prese in carico durante il semestre.

Il 27 agosto la Federico II ha inoltre pubblicato gli avvisi con calendari, orari e sedi della didattica in presenza, insieme alle indicazioni sugli eventuali esoneri dalla frequenza e alle modalità previste anche per gli studenti che seguiranno presso l’Università del Sannio di Benevento.

La macchina organizzativa, dunque, deve riuscire non soltanto a gestire grandi numeri, ma anche a garantire che le nuove modalità di accesso siano concretamente frequentabili da tutti.

Palermo pubblica il calendario alla vigilia della partenza

Anche al Sud gli ultimi tasselli stanno andando al loro posto proprio in queste ore.

L’Università di Palermo ha pubblicato il 28 agosto il calendario delle lezioni del semestre aperto di Medicina e Chirurgia, in vista della partenza di domani.

Il semestre riguarda nell’Ateneo siciliano Medicina e Chirurgia, il percorso Medicina e Chirurgia a indirizzo tecnologico MEdIT, Odontoiatria e Medicina veterinaria.

Un segnale di quanto la preparazione del semestre arrivi fino praticamente alla vigilia dell’apertura delle aule.

Un sistema nazionale, tante università diverse

La fotografia che emerge attraversando l’Italia è quindi particolare.

Gli studenti studieranno gli stessi tre insegnamenti, seguendo programmi nazionali definiti dal MUR, e alla fine affronteranno le stesse prove standardizzate. Il Ministero ha inoltre aggiornato quest’anno i syllabus, riducendo le sovrapposizioni tra le materie, introducendo più collegamenti con la futura formazione sanitaria e dando maggiore spazio alle esercitazioni di Fisica.

Ma tutto ciò che accade prima dell’esame può essere molto diverso.

C’è chi potrà andare in aula tutti i giorni, chi dovrà prenotarsi, chi alternerà presenza e streaming, chi dopo qualche settimana seguirà soltanto online e chi assisterà alla lezione da un’aula collegata con un docente che si trova altrove.

Un’unica selezione nazionale costruita, di fatto, attraverso decine di organizzazioni locali differenti.

E fuori dall’università c’è una seconda aula virtuale nazionale

A fare da collante c’è poi la piattaforma realizzata da CRUI e MUR attraverso CISIA, gratuita per tutti gli studenti del semestre aperto.

Contiene materiali didattici, lezioni di Biologia, Fisica e Chimica, esercizi, strumenti di autovalutazione e simulazioni che possono essere utilizzati parallelamente ai corsi organizzati dalle università.

L’interesse è stato immediato: nei primi dieci giorni dal lancio la piattaforma aveva già raggiunto un milione di visite e 7mila utenti registrati.

Anche questo dato racconta bene la dimensione della sfida.

Domani il primo vero test sarà per le università

Gli esami arriveranno soltanto a dicembre e gennaio.

Domani, però, comincerà una prova di altro genere.

Il nuovo sistema di accesso stabilisce che l’iscrizione iniziale sia libera e che la selezione arrivi successivamente, attraverso gli esami e la graduatoria nazionale.

Questo significa che per alcuni mesi le università devono essere in grado di insegnare a una platea molto più ampia di quella che potrà poi proseguire Medicina.

Ed è probabilmente questa la grande novità introdotta dal semestre aperto, della quale si è parlato meno rispetto alla nuova graduatoria e agli esami.

La selezione non avviene più davanti ai cancelli dell’università.

Prima le porte si aprono. E le università devono essere pronte ad accogliere tutti.

Mirko Bellaria

Mirko Bellaria

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