Alloggi gratuiti o agevolati, pasti in mensa, contributi per l’affitto, mobilità internazionale, sostegno agli studenti con disabilità, supporto psicologico e allo studio. Chi si iscrive all’università o a un corso AFAM può avere accesso a molte più agevolazioni di quanto spesso immagini. E conoscerle prima dell’immatricolazione può fare la differenza.
Quando una famiglia comincia a fare i conti con l’università di un figlio, le voci si sommano in fretta. Tasse, affitto se si studia lontano da casa, pasti, trasporti, libri, materiali, magari un periodo di studio all’estero. Ed è proprio davanti a questa lista che, qualche volta, la scelta dell’università rischia di dipendere non soltanto dal corso che si vorrebbe frequentare, ma da quanto quella scelta costa.
Eppure esiste una rete di sostegni pubblici molto più ampia di quanto molti studenti conoscano.
Il diritto allo studio universitario non è soltanto la borsa di studio. Le Regioni, attraverso le proprie aziende ed enti per il diritto allo studio, possono mettere a disposizione degli studenti servizi abitativi, ristorazione gratuita o agevolata, contributi economici, sostegni per la mobilità internazionale, interventi dedicati alla disabilità e, in alcuni territori, servizi di supporto allo studio, benessere psicologico e orientamento al lavoro.
E non riguarda soltanto chi frequenta l’università. Tra i destinatari ci sono, secondo le regole stabilite dai diversi bandi regionali, anche gli studenti dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, l’AFAM: quindi Conservatori, Accademie di Belle Arti e altre istituzioni riconosciute del sistema della formazione superiore. In Emilia-Romagna ER.GO specifica, ad esempio, di rivolgere i propri interventi sia agli studenti universitari sia a quelli degli istituti AFAM; la stessa previsione compare nel bando 2026/2027 di DiSCo Lazio. (er-go.it)
La borsa di studio: non è uguale per tutti
Partiamo dallo strumento più conosciuto.
Le borse per il diritto allo studio sono destinate agli studenti che rispettano determinati requisiti economici e di merito. Il MUR finanzia il sistema anche attraverso il Fondo integrativo statale, mentre sono poi le Regioni e gli enti competenti a pubblicare i bandi e gestire concretamente l’assegnazione dei benefici. (MIT)
Per l’anno accademico 2026/2027, il Ministero ha aggiornato gli importi minimi delle borse portandoli a:
- 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede;
- 4.190,71 euro per i pendolari;
- 2.890,16 euro per gli studenti in sede. (MIT)
Attenzione però: non significa necessariamente ricevere tutto quell’importo sul conto corrente.
Una parte del valore della borsa può infatti essere erogata sotto forma di servizi, per esempio pasti o alloggio. È uno degli aspetti che più facilmente sfugge a chi legge per la prima volta un bando.
Nel Lazio, ad esempio, il bando 2026/2027 prevede per diverse categorie di borsisti anche due pasti giornalieri gratuiti, il cui valore concorre alla composizione complessiva del beneficio. (Lazio Discoprentices)
In Toscana, invece, essere vincitore della borsa significa non solo ricevere una quota monetaria, ma avere anche accesso gratuito alla ristorazione e, per i fuori sede che ne abbiano fatto richiesta e nei limiti delle disponibilità, al posto alloggio. (ARDSU)
La prima cosa che una futura matricola dovrebbe quindi imparare è questa: non fermarsi alla cifra scritta accanto alla voce “borsa di studio”, ma verificare l’intero pacchetto di benefici collegati.
Prima ancora della borsa c’è l’ISEE: attenzione a quello universitario
Per accedere ai principali benefici occorre generalmente presentare l’ISEE valido per le prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario, che non sempre coincide, per composizione e regole applicabili, con un ISEE ordinario già disponibile in famiglia.
Per il 2026/2027 il MUR ha aggiornato i limiti massimi nazionali a 28.339,88 euro per l’ISEE e 61.608,48 euro per l’ISPE, l’indicatore della situazione patrimoniale. I requisiti concreti devono poi essere verificati nel bando dell’ente competente per il proprio territorio. (MIT)
Ed è bene occuparsene per tempo.
I bandi per il diritto allo studio vengono infatti pubblicati spesso quando molti ragazzi non hanno ancora perfezionato l’immatricolazione. Nel Lazio, per esempio, il bando 2026/2027 ha consentito di presentare domanda anche senza avere ancora completato l’iscrizione all’università; ER.GO in Emilia-Romagna pubblica annualmente il proprio bando già durante l’estate. (Lazio Discoprentices)
Aspettare settembre o l’inizio delle lezioni per informarsi può quindi essere un errore.
Studiare fuori casa: il posto in residenza può cambiare completamente il budget
Per una famiglia, spesso, il vero spartiacque non sono le tasse universitarie ma l’affitto.
È qui che il diritto allo studio può diventare particolarmente importante.
Gli enti regionali gestiscono residenze e posti alloggio destinati prioritariamente agli studenti fuori sede in possesso dei requisiti previsti dai bandi.
In Toscana, ad esempio, il posto alloggio è gratuito per i vincitori di borsa fuori sede ai quali viene assegnato, mentre gli idonei non vincitori possono accedere, secondo le condizioni previste dal bando, a una tariffa mensile agevolata. (ARDSU)
Nel Lazio il posto in residenza universitaria rientra direttamente tra i benefici messi a concorso insieme a borse, mobilità internazionale e altri interventi. (Lazio Discoprentices)
L’Emilia-Romagna dedica invece un’intera sezione del bando ER.GO ai servizi residenziali, distinguendoli dalla borsa e dalla ristorazione. (er-go.it)
E il tema dell’housing è diventato ormai una delle priorità nazionali. Il MUR indica tra i propri obiettivi l’aumento della disponibilità di alloggi per gli studenti fuori sede e il consolidamento delle misure di sostegno alle spese di locazione. (MIT)
Tradotto per una futura matricola: prima di escludere un’università perché la città è troppo cara, vale la pena verificare se si può concorrere per una residenza universitaria o per un contributo all’affitto.
Se non trovi posto in residenza, possono esserci aiuti per l’affitto
Il sistema non si esaurisce infatti con le camere disponibili nelle residenze.
Negli ultimi anni sono stati finanziati anche contributi per le spese di locazione degli studenti fuori sede. Il MUR ha destinato risorse specifiche a questo scopo e alcuni enti regionali gestiscono propri bandi o misure collegate. (MIT)
ER.GO, ad esempio, ha pubblicato graduatorie specifiche per contributi alle spese di locazione abitativa degli studenti fuori sede. (serviziergo.er-go.it)
È quindi importante distinguere due strumenti: posto letto in una residenza pubblica e contributo economico per chi prende una casa o una stanza sul mercato privato. A seconda della Regione e dell’anno accademico possono esistere entrambi.
Mangiare all’università può costare molto meno
Poi c’è una voce quotidiana che, moltiplicata per mesi, incide parecchio: il pranzo.
Gli enti per il diritto allo studio gestiscono direttamente mense universitarie o stipulano convenzioni con esercizi e strutture ristorative.
Per gli studenti beneficiari della borsa il servizio può essere gratuito o già compreso nel valore del beneficio; per altri studenti sono spesso previste tariffe differenziate in base alla situazione economica.
Ed è interessante notare che, in alcuni casi, l’accesso agevolato alla mensa può riguardare anche studenti che non hanno ottenuto la borsa.
ER.GO, ad esempio, prevede forme di accesso agevolato ai servizi ristorativi anche per determinate categorie di studenti con ISEE e ISPE superiori ai limiti della borsa ma entro ulteriori soglie definite dal bando. (er-go.it)
Questo significa che non bisogna automaticamente pensare: “non ho diritto alla borsa, quindi non ho diritto a nulla”.
È forse uno dei messaggi più utili per studenti e genitori: alcuni servizi hanno platee di beneficiari più ampie rispetto a quella della sola borsa di studio.
Disabilità: non solo un assegno economico
Particolarmente articolati sono gli interventi destinati agli studenti con disabilità.
Il diritto allo studio, in questo caso, può tradursi in requisiti di merito adattati, durata maggiore dei benefici, maggiorazioni della borsa, priorità o soluzioni specifiche per l’alloggio e servizi di assistenza personale.
Il DSU Toscana, nel bando 2026/2027, prevede per esempio una durata estesa dei benefici, requisiti di merito specifici, eventuale integrazione della borsa, priorità nell’assegnazione dell’alloggio e disponibilità di sistemazioni accessibili. In determinate condizioni è possibile anche optare per un contributo affitto o per la monetizzazione del servizio mensa. (ARDSU)
ER.GO ha sviluppato interventi che comprendono, oltre alla borsa, il servizio abitativo, l’aiuto personale e contributi integrativi, con l’obiettivo dichiarato di costruire un diritto allo studio personalizzato. (er-go.it)
A livello nazionale esiste inoltre un fondo MUR specificamente destinato al sostegno degli studenti con disabilità e necessità di sostegno intensivo. (MIT)
Se il problema non è economico ma stai facendo fatica a studiare
Qui si entra nella parte forse meno conosciuta del sistema.
Alcune aziende per il diritto allo studio non si occupano soltanto di pagare borse, mense e residenze, ma offrono servizi per aiutare lo studente a non perdersi durante il percorso universitario.
ER.GO dispone, ad esempio, di un servizio di supporto allo studio con colloqui individuali per aiutare gli studenti a programmare l’attività, trovare un metodo di studio adeguato, affrontare gli esami, recuperare motivazione e organizzare in maniera sostenibile il proprio percorso. (er-go.it)
Un servizio prezioso soprattutto nei primi mesi, quando il passaggio dalla scuola superiore all’università può rivelarsi più complesso del previsto.
E anche questo rientra, a pieno titolo, nel concetto di diritto allo studio: non soltanto riuscire a iscriversi, ma essere messi nelle condizioni di continuare.
C’è anche il sostegno psicologico
Ansia, difficoltà ad ambientarsi in una nuova città, pressione per gli esami, solitudine, problemi di convivenza nelle residenze.
Sono aspetti della vita universitaria che negli ultimi anni hanno ricevuto un’attenzione crescente.
ER.GO offre un servizio di ascolto con colloqui di counselling psicologico e percorsi dedicati al benessere personale, prioritariamente rivolti agli studenti delle proprie residenze ma aperti, in base alle disponibilità, anche ad altri beneficiari dei servizi. (er-go.it)
DSU Toscana ha a sua volta sperimentato e sviluppato uno sportello psicologico di ascolto per gli studenti delle residenze universitarie. (ARDSU)
Il MUR, nel proprio atto di indirizzo per il 2026, indica espressamente tra le priorità il consolidamento delle azioni per il benessere psicologico degli studenti, attraverso servizi di counselling e presidi di ascolto nelle università e nelle istituzioni AFAM. (MIT)
Dal primo esame al lavoro: alcuni enti accompagnano anche verso l’occupazione
Il sostegno può arrivare persino alla fine del percorso universitario.
ER.GO, ad esempio, mette a disposizione servizi di orientamento al lavoro, con colloqui individuali e iniziative dedicate all’ingresso nel mercato del lavoro. Tra i propri servizi sono inoltre presenti orientamento in entrata e consulenza orientativa individuale. (er-go.it)
La logica è interessante: il diritto allo studio viene considerato non soltanto come possibilità di frequentare un corso, ma come accompagnamento dello studente dal momento della scelta fino alla transizione verso il lavoro.
E se ti laurei nei tempi può arrivare anche un premio
Un’altra opportunità poco conosciuta riguarda gli incentivi legati al conseguimento del titolo.
DiSCo Lazio prevede, ad esempio, il premio di laurea per determinate categorie di studenti vincitori di borsa che conseguono il titolo entro la durata prevista dal corso. (Lazio Discoprentices)
ER.GO contempla invece, in presenza delle condizioni e delle risorse previste, un’integrazione della borsa per studenti beneficiari che conseguono il titolo nei tempi stabiliti. (er-go.it)
Anche in questo caso il principio è premiare chi, partendo da una condizione economica che dà accesso al diritto allo studio, riesce a completare regolarmente il proprio percorso.
Conservatorio o Accademia? Il diritto allo studio vale anche per l’AFAM
È uno degli aspetti che merita maggiore attenzione.
Chi si iscrive a un Conservatorio, a un’Accademia di Belle Arti o ad altre istituzioni AFAM non deve pensare che borse e servizi siano riservati soltanto agli universitari.
In Emilia-Romagna ER.GO dichiara espressamente di offrire servizi agli iscritti sia alle università sia agli istituti dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. (er-go.it)
Nel Lazio il bando 2026/2027 comprende Università e Istituzioni AFAM. (Lazio Discoprentices)
In Veneto, inoltre, gli ESU gestiscono interventi specificamente rivolti agli studenti AFAM: il bando dell’ESU di Padova per Conservatori e altre istituzioni interessate comprende borse, servizi abitativi e ristorazione. (ESU Padova)
Il MUR sta inoltre ampliando interventi specifici all’interno del settore: nel 2026, per esempio, ha finanziato 300 borse destinate a studenti AFAM e delle Scuole Superiori per Mediatori Linguistici titolari di protezione internazionale o temporanea, per un investimento complessivo di circa 2,25 milioni di euro. (MIT)
Regione che vai, servizi che trovi
Non esiste però un unico “pacchetto nazionale” identico da Torino a Palermo.
Il quadro generale è nazionale, ma bandi, modalità di accesso, servizi aggiuntivi, scadenze, graduatorie e disponibilità degli alloggi sono gestiti territorialmente.
È per questo che due studenti con una situazione economica simile, ma iscritti in regioni differenti, possono trovarsi davanti a sistemi non perfettamente sovrapponibili.
Il consiglio, quindi, è semplice: una volta scelta l’università, il Conservatorio o l’Accademia, bisogna individuare immediatamente l’ente per il diritto allo studio competente per quella sede e consultarne il sito ufficiale.
Non basta guardare la pagina “tasse e contributi” dell’ateneo.
La cosa più importante? Informarsi prima di iscriversi
C’è infine un errore che una futura matricola dovrebbe evitare: pensare al diritto allo studio dopo essersi immatricolata.
Molti bandi escono tra giugno e l’estate e possono scadere quando l’anno accademico non è ancora iniziato. In alcuni casi è possibile presentare domanda anche prima di avere perfezionato l’immatricolazione. (er-go.it)
È quindi una ricerca che studenti e famiglie dovrebbero fare insieme alla scelta del corso.
Perché una stessa università che a prima vista sembra economicamente irraggiungibile può diventare molto più accessibile sommando borsa, posto alloggio, mensa e altri sostegni.
E, al contrario, scoprire queste opportunità dopo la scadenza di un bando può significare perdere un aiuto importante per un intero anno accademico.
Il diritto allo studio nasce proprio da questo principio: permettere agli studenti capaci e meritevoli di proseguire la propria formazione anche quando le possibilità economiche della famiglia rischierebbero di limitarne le scelte. È il principio richiamato dallo stesso Ministero dell’Università e della Ricerca nell’attuazione dell’articolo 34 della Costituzione. (MIT)
Per una futura matricola, dunque, la domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto costa studiare in questa città?”, ma anche: “a quali aiuti ho diritto per poterlo fare?”.



