Studiare un manuale dall’inizio alla fine o preparare un esame attraverso appunti, sintesi e risposte generate dall’intelligenza artificiale? È la domanda al centro di Dal sapere fragile al sapere critico, il convegno sull’editoria universitaria organizzato oggi, 23 settembre 2026, a Roma dall’Associazione Italiana Editori.
La ricerca realizzata da Talents Venture per AIE ha raccolto le risposte di 463 docenti di 34 atenei italiani. Secondo l’associazione, circa sette professori su dieci ritengono che gli studenti siano meno preparati a causa della minore abitudine a studiare i manuali. Si tratta della valutazione degli insegnanti intervistati, non di una misurazione diretta delle competenze di tutti gli universitari.
Cipolletta: il libro resta centrale, ma deve dialogare con il digitale
Il presidente di AIE, Innocenzo Cipolletta, ha invitato a discutere delle trasformazioni dello studio partendo dai dati. L’editoria accademica, ha spiegato, usa già strumenti digitali accanto ai testi tradizionali: la questione è capire come farli funzionare insieme nella formazione universitaria.
Per Cipolletta il manuale conserva un ruolo centrale, anche quando non è cartaceo. La sua preoccupazione riguarda la frammentazione dello studio: pagine fotografate, estratti e riassunti prodotti con l’IA possono essere utili per orientarsi, ma rischiano di sostituire la lettura necessaria a seguire un argomento nella sua interezza. È un problema che il presidente AIE pone sia per la qualità dell’apprendimento sia per chi produce i materiali didattici.
Messina: «La soluzione più rapida» può lasciare lacune
Maurizio Messina, presidente del Gruppo accademico professionale di AIE, ha riportato il confronto sulle scelte quotidiane degli studenti. Secondo quanto emerge dalle risposte dei docenti, il manuale continua a essere considerato uno strumento importante per imparare; nella preparazione degli esami, però, trovano spazio anche appunti, compendi e sintesi ottenute con strumenti di intelligenza artificiale.
Messina ha richiamato il rischio di cercare «la soluzione più rapida e più semplice per poter superare l’esame», senza costruire una comprensione completa della materia. È una preoccupazione espressa dai docenti, che apre una domanda per gli atenei: come valutare la capacità di collegare e discutere i contenuti, oltre a quella di restituire una risposta corretta?
Il tema si lega alla riflessione già pubblicata da CorriereUniv sulle difficoltà dello studio universitario e sull’uso consapevole dell’IA.
Mollicone: contrasto alla pirateria e sostegno all’editoria
All’incontro è intervenuto anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera. Mollicone ha ricordato l’impegno parlamentare contro la pirateria digitale e ha annunciato la prossima pubblicazione di «finanziamenti per il sostegno all’editoria».
Dal confronto emerge così una sfida che riguarda insieme università ed editori: offrire materiali autorevoli e accessibili, capaci di integrarsi con gli strumenti digitali, e aiutare gli studenti a usarli per approfondire. La facilità con cui oggi si produce una sintesi rende ancora più importante saper riconoscere ciò che una sintesi lascia fuori.



