La cittadinanza italiana non è più l’unica ammessa per partecipare al concorso del Ministero della Difesa per 1.100 assistenti civili. La Commissione RIPAM ha riaperto i termini per i cittadini degli altri Stati dell’Unione europea e per alcune categorie di cittadini extra UE. La domanda si presenta su inPA entro le 23:59 di sabato 5 dicembre 2026. Chi aveva già inviato regolarmente la candidatura entro il 27 gennaio non deve rifarla. Restano valide anche le prove già sostenute.
La decisione, pubblicata il 5 novembre, dà esecuzione alla sentenza n. 5127 del Tribunale di Milano. Il 29 ottobre la Sezione lavoro ha giudicato discriminatoria la clausola del bando che richiedeva la cittadinanza italiana. Cambia quindi chi può concorrere. I posti restano quelli del bando originario, a tempo pieno e indeterminato: 600 per assistenti amministrativi e 500 distribuiti fra gli altri profili, dall’informatica alla sanità, dalla meccanica alle manutenzioni.
Chi può fare domanda e quali requisiti deve avere
Oltre ai cittadini degli altri Stati UE, la riapertura riguarda i familiari extra UE di cittadini dell’Unione titolari del diritto di soggiorno o di soggiorno permanente. Possono candidarsi anche i titolari dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria o del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Per i cittadini italiani che non avevano presentato domanda a gennaio, il bando non si riapre.
Prima di candidarsi bisogna controllare due date. Il 5 dicembre è il termine per inviare la nuova domanda. Il 27 gennaio 2026 resta la data alla quale occorreva già possedere i requisiti di ammissione e i titoli di cui si chiede la valutazione. Devono sussistere anche alla firma del contratto. Per esempio, chi ha conseguito soltanto dopo il 27 gennaio il diploma necessario per il profilo scelto non può usare questa finestra per partecipare.
Come candidarsi su inPA
Nella scheda del concorso, ogni profilo ha un proprio collegamento: chi punta a un posto amministrativo deve selezionare la relativa candidatura, mentre per informatica, vigilanza, sanità e altri profili tecnici sono disponibili moduli distinti. Il bando richiede una PEC intestata al candidato o un domicilio digitale. Entro la scadenza occorre anche versare il contributo di 10 euro, seguendo le indicazioni del portale. Il mancato pagamento comporta l’esclusione.
Che cosa significa l’ammissione con riserva
Chi partecipa grazie alla riapertura può concorrere mentre il giudizio è ancora aperto. Se si colloca in posizione utile e viene assunto, nel contratto sarà inserita una clausola che prevede la cessazione del rapporto qualora il contenzioso si concluda a favore dell’amministrazione. Per chi aveva già partecipato, invece, la selezione prosegue: non occorre presentare una seconda domanda né ripetere una prova già sostenuta.
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