All’inizio di ottobre 1997, all’interno del campus della prestigiosa Cornell University di Ithaca, New York, qualcuno riuscì a collocare una zucca enorme sulla punta del campanile alto 52 metri, un’azione tanto audace quanto inspiegabile. In pochi giorni la presenza della zucca catturò l’attenzione di studenti, docenti e media: la struttura recava in alto un oggetto di circa 60 kg, sospeso nel vuoto, senza che si sapesse come fosse stato messo lì.
L’università, valutando i rischi legati al crollo del grosso frutto, decise di non rimuoverlo immediatamente: la zucca rimase al suo posto per 158 giorni, attraversando l’autunno e l’inverno, finché inesperti lavori di manutenzione provocarono la sua caduta accidentale. Solo allora fu recuperata, analizzata e destinata a una sorta di esposizione commemorativa.
Il vero mistero rimase intatto: chi l’aveva fatto e come. Le ipotesi abbondarono — scalate notturne, carrucole, elicotteri improvvisati — ma nessuna spiegazione venne mai confermata. La vicenda diventò parte del folklore dell’ateneo: la zucca, già simbolo di divertimento e ingegno studentesco, acquisì status leggendario.
Ancora oggi, quella storica “installazione” viene ricordata come forse il più brillante scherzo universitario mai realizzato nel campus, con studenti che la chiamano “il colpo perfetto” e istituzioni che, più che punire, guardarono a quell’impresa con un misto di incredulità e ammirazione.
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