È giornata di sciopero generale quella di oggi, 12 dicembre, con manifestazioni in tutta Italia contro la Legge di Bilancio attualmente in via di approvazione. A proclamare la mobilitazione è la Cgil, che denuncia una manovra ritenuta penalizzante per lavoratori, giovani e servizi pubblici. Coinvolti diversi settori strategici, tra cui scuola, sanità e trasporti ferroviari. Esclusi invece il trasporto pubblico locale e il trasporto aereo, che sarà interessato da un’analoga protesta il 17 dicembre.
Dal palco di Firenze, il segretario generale Maurizio Landini ha attaccato duramente il governo: «Siamo al regime, ci raccontano un Paese che non c’è», denunciando una narrazione distante dalla realtà sociale ed economica vissuta da milioni di persone.
La manifestazione a Roma: il corteo e i luoghi simbolo
A Roma, il corteo è partito da piazza Vittorio Emanuele II per raggiungere i Fori Imperiali, attraversando il centro della Capitale. Il passaggio davanti alla Torre dei Conti ha assunto un forte valore simbolico: lì, solo un mese fa, ha perso la vita l’operaio Octay Stroici, ricordato durante la manifestazione come emblema dell’emergenza sulla sicurezza sul lavoro. Non ha aderito allo sciopero Atac, l’azienda del trasporto pubblico locale romano, già coinvolta in una precedente mobilitazione lo scorso 9 dicembre.
“Questa legge non fa crescere il Paese né i salari”
Dal corteo romano si levano parole nette contro la manovra economica: «Questa legge non fa crescere il nostro Paese e non fa crescere i salari. Umilia i lavoratori», spiegano i manifestanti. Al centro delle rivendicazioni, la richiesta di investimenti in ricerca, istruzione e sanità, contrapposti a una politica economica che, secondo i sindacati, continua a privilegiare il riarmo rispetto al welfare.
La voce degli studenti: educazione, cultura e prevenzione
In piazza anche gli studenti medi, che collegano la protesta a temi educativi e sociali: «Bisogna potenziare cultura e scuola, investire nell’educazione sessuo-affettiva e nella prevenzione della violenza, non nel riarmo». Un riferimento esplicito anche ai recenti casi emersi nelle scuole romane, come quello del liceo Giulio Cesare, che hanno riacceso il dibattito sulla necessità di interventi strutturali e formativi.
“I giovani partecipano, altro che disimpegno”: la voce dei manifestanti
Presenti al corteo anche diversi partiti, che rivendicano la partecipazione delle nuove generazioni: «Vogliamo parlare ai giovani, spesso accusati di disinteresse. Oggi dimostrano il contrario: chiedono diritti, lavoro sicuro, istruzione e un futuro sostenibile». Lo sciopero del 12 dicembre si inserisce in un clima di forte tensione sociale, segnato da salari bassi, precarietà e crescenti disuguaglianze. Una mobilitazione che, oltre alla critica alla Legge di Bilancio, porta al centro del dibattito pubblico lavoro, sicurezza, istruzione e partecipazione giovanile.
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