La sperimentazione dei metal detector mobili negli istituti scolastici “sta andando molto bene”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, rispondendo a una domanda a margine della firma del Protocollo d’Intesa 2026 con Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, in Fiera Milano a Rho. Il riferimento è alla nota congiunta sottoscritta dal Ministero dell’Istruzione e dal Viminale, guidato da Matteo Piantadosi, che prevede l’utilizzo di metal detector mobili su richiesta delle singole scuole.
Valditara: “Non è repressione ma tutela e sicurezza”
Il ministro ha respinto le critiche di chi interpreta la misura come un segnale di irrigidimento securitario. A suo giudizio, definire “repressione” l’impiego di metal detector negli istituti scolastici significherebbe non cogliere la finalità dell’intervento, che viene presentato come uno strumento di prevenzione a tutela degli studenti e del personale.
Nel suo intervento Valditara ha fatto riferimento anche alle posizioni espresse da esponenti dell’opposizione, sostenendo che la protezione degli ambienti scolastici non possa essere assimilata a una limitazione delle libertà individuali. L’obiettivo dichiarato è impedire l’introduzione di armi o oggetti pericolosi negli edifici scolastici, in un contesto che negli ultimi mesi ha visto crescere l’attenzione pubblica su episodi di violenza tra minori.
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