Per chi ha meno di 24 anni, il telegiornale delle 20 o il quotidiano comprato in edicola sono ormai abitudini lontane. Oggi l’informazione non si cerca più: appare. Scorre tra un video e l’altro, dentro i feed di Instagram, TikTok e YouTube.
A confermarlo è il Reuters Institute: il rapporto con le notizie è stato completamente ribaltato. Non andiamo più a caccia di informazioni, ma le incontriamo mentre scorriamo.
“Uso TikTok, ma poi controllo le fonti”
Le modalità con cui i giovani si informano sono ibride, fluide, personali.
“Uso TikTok e Instagram per informazioni brevi, ma da studente di biologica provo a basarmi su paper scientifici”, racconta uno studente.
Un altro spiega: “Ascolto rassegne stampa Rai e Manifesto, ma anche pagine Instagram. Alcune però sono molto orientate”.
C’è chi preferisce costruirsi un percorso più selettivo: “Scelgo i canali su YouTube e mi informo lì”.
AI e informazione: “È un traduttore”
Tra le novità più evidenti c’è l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle abitudini informative.
“Uso l’AI, ma Perplexity perché ti dice le fonti da cui prende”, racconta una studentessa.
Un’altra osserva: “Ho amiche che parlano con l’AI”.
Secondo il Reuters Institute, il 15% dei giovani utilizza strumenti di AI ogni settimana per riassumere articoli o comprendere meglio temi complessi. L’AI diventa così un filtro, un “traduttore” della realtà.
Instagram, TikTok e YouTube: i nuovi hub dell’informazione
I numeri parlano chiaro:
- Instagram è la principale fonte di informazione (30%)
- segue YouTube (23%) e TikTok (22%)
- Facebook crolla dal 53% al 16%
- solo il 21% guarda la TV
- appena il 4% legge giornali cartacei
Il cambiamento è radicale: i social non sono più solo intrattenimento, ma veri e propri spazi informativi.
Perché la Gen Z si fida dei creator
Oggi il 51% dei giovani preferisce informarsi attraverso un creator o un esperto indipendente piuttosto che una testata tradizionale.
Il motivo è semplice: linguaggio diretto, accessibile, percepito come più autentico.
La fiducia si è spostata dai brand editoriali ai volti.
Informazione continua, ma casuale
Nonostante tutto, il 64% dei giovani si informa ogni giorno.
Ma lo fa in modo diverso rispetto al passato: senza rituali, senza appuntamenti fissi.
Le notizie arrivano mentre si scrolla, in un flusso rapido e continuo che mescola informazione, intrattenimento e opinioni.
Una nuova sfida: orientarsi nel flusso
Il punto non è più accedere alle notizie, ma saperle interpretare.
Tra social, AI e creator, la Gen Z si muove in un ecosistema informativo complesso, dove velocità e accessibilità convivono con il rischio di disinformazione.
E la vera competenza diventa una sola: capire di chi fidarsi.
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