Nonostante una mattinata impegnativa anche dal punto di vista emotivo, la rettrice Polimeni non si sottrae e ci rilascia un’intervista sulla visita storica di Papa Leone XIV alla comunità di studenti, docenti e personale amministrativo della Sapienza. Ci accompagna nel corridoio dove sono custoditi i famosi “rotoli”, ovvero, gli elenchi nominativi dei docenti e dei ricercatori appartenenti a una determinata facoltà o ateneo, con la relativa retribuzione e carico didattico. È lì che iniziamo la nostra conversazione.
Rettrice che significato ha per lei la visita del Santo Padre in Sapienza?
“Significato di grande importanza, un significato grande per tutta la comunità. Le immagini di oggi, nell’accoglienza al Santo Padre, da parte della nostra comunità studentesca, in Aula Magna, da parte di tutta la comunità, lasceranno un ricordo indelebile. Vorrei sottolineare quanto nelle attività delle università, sia importante quella che noi chiamiamo quarta missione: cioè oltre la formazione, la trasmissione dei saperi e la professionalizzazione a seguito del percorso universitario, il senso di una comunità educante, il senso di una comunità che deve guidare le giovani generazioni per stimolare la cultura del confronto, quella del dialogo; un dialogo dei saperi è, come dire, una delle basi fondanti, quindi, lavorare quotidianamente, perché per i più giovani questo sia un messaggio costante”.
Sull’intervento in aula del Pontefice la Polimeni prosegue: “Mi ha particolarmente colpito, nel passaggio del discorso del Santo Padre, nel suo incipit sul disagio giovanile e quindi di quanto la componente docente debba farsi carico anche di questo aspetto, perché ognuno di noi ha un talento e la responsabilità di chi educa è quella di trovarlo in ognuno. La sottolineatura sullo stress continuo vissuto dalle giovane generazioni, in una società che richiede sempre più performances, e poi il passaggio sulla situazione internazionale, del bisogno forte di ricerca di una pace disarmata e disarmante”.
Cosa vi siete detti nel colloquio privato, quali temi avete toccato?
“Esattamente questi che sono poi esplicitati nel discorso del Santo Padre, la complessità, anche nel dover gestire una comunità complessa e variegata, io dico anche biodiversa come quella di Sapienza, e l’importanza di essere attenti alle sensibilità diverse, tenendo sempre fermo il principio della libertà, che è la libertà didattica di ricerca, con lo scopo finale di lavorare non solo per formare dei laureati e dei professionisti, ma anche dei cittadini e delle cittadini che abbiano poi un pensiero critico, perché la conoscenza è l’unico strumento che dà la libertà”.





