In Italia non c’è lavoro, o almeno questo è il sentire comune sull’argomento. Ma è veramente così? Secondo uno studio realizzato dalle Camere di commercio, in collaborazione con ELIS, i posti di lavoro ci sono, ma il 50% dei giovani li scarta a priori. Un paradosso, oppure un ulteriore campanello d’allarme per uno Stato che, ormai da anni, soffre del fenomeno dei “cervelli in fuga”, una vera e propria emorragia? Ecco la top dieci dei mestieri più richiesti in Italia.
I profili più cercati
Secondo lo studio, le aziende avrebbero difficoltà a trovare addetti come autisti di mezzi pubblici, manutentori, impiantisti elettrici e idraulici, saldatori. I dati raccolti rintraccerebbero una delle cause nella tendenza sempre maggiore, da parte dei liceali (ora il 48,9%), di scartare a priori l’idea di svolgere un mestiere tecnico-pratico, un dato peraltro in aumento di quasi il 20% rispetto allo scorso anno. Una domanda che, però, ci si dovrebbe porre è perché altri mestieri, per i quali è necessaria una profonda e complicata preparazione accademica, non offrono le stesse possibilità d’impiego. Iconica è la scena del film “Smetto quando voglio“, nella quale Andrea Sermonti (che interpreta un antropologo) cerca di trovare lavoro in un cantiere cercando di nascondere in tutti i modi di essere laureato.
In cima alla classifica troviamo l’operaio edile, un mestiere fondamentale per l’urbanizzazione delle città e non solo. In questo periodo, inoltre, in cui le abitazioni si stanno moltiplicando la necessità di mano d’opera è sempre maggiore. Medaglia d’argento per il manutentore industriale ceh si occupa di una componente fondamentale per l’economia italiana: le fabbriche. Questa professione ha lo scopo di evitare il fermo delle macchine, mantenendo stabile il ciclo di produzione. Terzo posto per l’elettricista, che può svolgere la professione tanto nelle abitazioni private, quando nei cantieri o in edifici pubblici. La corrente elettrica, in fin dei conti, passa ovunque generando moltissime occasioni di lavoro.
Aumentano i lavori tecnici
Sempre in campo industriale, il quarto posto se lo aggiudica il saldatore. I robot potrebbero rappresentare un concorrente, poiché sono particolarmente abili su oggetti di piccole dimensioni, ma ci sono settori in cui questo è impossibile e dove entra in gioco l’essere umano: cantieri marittimi, edilizia e grande industria. Precisamente a metà classifica troviamo il meccanico specializzato, le cui competenze devono coinvolgono anche la meccanica e l’alta tecnologia, in campo elettrico e elettronico. Le aziende del settore automotive e dell’industria di precisione sono alla continua ricerca di queste figure, sempre meno presenti. Al sesto posto c’è l’impiantista idraulico, che non riguarda più soltanto la riparazione di tubature. Questa figura professionale si occupa della gestione di complessi sistemi termoidraulici, vitali per la transizione ecologica e l’efficientamento energetico degli edifici e delle aziende. Un settore, quindi, in continua espansione.
Scendendo ancora la top delle dieci professioni più ricercate in Italia, al settimo posto c’è il tecnico di automazione. Nell’era della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, questa professione si occupa di robot e linee di automazione, dovendo masticare sia informatica, che elettronica e meccanica; Tradurre un disegno al computer in istruzioni digitali per un macchinario di altissima precisione: è questo il ruolo essenziale dei programmatori a controllo numerico (CNC), ottavo posto. Un mestiere che unisce sapientemente intelligenza digitale e cuore manifatturiero. Nono posto per il tecnico di laboratorio per il controllo qualità, che si occupa della certificazione del “Made in Italy” che segue standard non solo rigidi, ma anche molto elevati. Ultimo, al decimo posto l’autista dei mezzi pubblici. Le città hanno bisogno di dare la possibilità alle persone di spostarsi, che sia attraverso autobus, tram o metro. Per questa ragione le aziende sono sempre aperte a nuove assunzioni, anche se ultimamente sembrano mancare le persone interessate.



