“L’università è un sistema aperto dove condividere con l’impresa la nostra capacità di fare ricerca.”
Con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha aperto l’incontro di oggi all’Università di Roma Tor Vergata, dedicato alla presentazione di Campus Visivo, il progetto di prevenzione oculistica rivolto agli studenti.
Un’iniziativa che unisce università, sistema sanitario e impresa, trasformando gli spazi accademici in un luogo di cura accessibile e concreto.
Campus Visivo: la prevenzione entra in Ateneo
All’interno dell’università è stata allestita una clinica oculistica temporanea, attiva dal 2 al 27 marzo 2026, che offre visite gratuite e occhiali da vista agli studenti con ISEEU inferiore a 13.000 euro.
Un progetto nato dalla collaborazione tra l’Ateneo, la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia e il Policlinico Tor Vergata, con il patrocinio della Regione Lazio e del Ministero dell’Università e della Ricerca.
L’obiettivo è chiaro: intervenire su un bisogno crescente ma spesso trascurato, quello della salute visiva degli studenti, sempre più esposti a fattori di rischio legati allo studio e all’uso prolungato dei dispositivi digitali.
“Numerosi studi scientifici hanno riscontrato diversi fattori di rischio come la miopia”, ha spiegato Livia Azzariti, sottolineando l’urgenza di rafforzare la prevenzione tra i giovani.
Le dichiarazioni: ricerca, impresa e diritto alla salute
Il progetto è stato raccontato attraverso le voci delle istituzioni e dei promotori, che hanno evidenziato il valore sistemico dell’iniziativa.
Per Laura Ramacciotti, si tratta di “un’iniziativa che nasce dall’incontro virtuoso tra Tor Vergata e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica”, un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato.
Sulla stessa linea anche Leonardo Maria Del Vecchio, che ha ribadito il senso più profondo dell’impegno:
“Ho l’onore di presiedere Luxottica, la nostra missione è il diritto alla vista.”
Un messaggio che sposta il focus dalla dimensione sanitaria a quella sociale: vedere bene come condizione per studiare, lavorare e costruire il proprio futuro.
I numeri e il ruolo dell’università
Il rettore Nathan Levialdi Ghiron ha evidenziato l’impatto concreto dell’iniziativa:
“Finora circa 960 studenti hanno già fatto visite.”
Un dato che restituisce la misura di un bisogno reale e diffuso.
Accanto a lui, il prorettore vicario e professore di Oftalmologia Carlo Nucci ha sottolineato anche il ruolo delle istituzioni:
“Il ministro Bernini è molto sensibile verso questa iniziativa.”
Un riconoscimento che rafforza il legame tra politiche pubbliche, ricerca e servizi alla comunità studentesca.
Un modello replicabile
Campus Visivo si inserisce in una prospettiva più ampia, in cui l’università non è solo luogo di formazione, ma spazio di welfare e di prossimità.
Portare la prevenzione dentro l’Ateneo significa ridurre le disuguaglianze, intercettare bisogni nascosti e offrire risposte immediate.
Un modello che guarda oltre l’emergenza e punta a diventare strutturale: perché il diritto allo studio passa anche dal diritto alla salute.
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