Da qui alla fine del 2027 un insegnante di infanzia e primaria neo-assunto si avvia a percepire 110 euro lordi in più al mese. Un suo collega delle superiori a fine carriera è pronto a ottenerne invece 185. A dirlo sono le tabelle allegate alla bozza del nuovo contratto collettivo del maxi comparto Istruzione e ricerca, che riguarda 1,3 milioni di lavoratori (tra cui 850mila docenti, precari inclusi) e che si avvicina alla firma.
Ccnl 2025/27
Come sottolineato dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, “il prossimo 1° aprile potrebbe essere raggiunto l’accordo sulla parte economica del Ccnl 2025/27”. La scaletta per arrivarci è serrata e prevede anche un appuntamento intermedio (il 24 marzo) per giungere all’intesa. Se venisse raggiunta, ha sottolineato Naddeo “sarebbe la prima volta che il contratto di un comparto così complesso come Istruzione e Ricerca viene firmato prima di tutti gli altri contratti del 2025/27”.
Sul piatto ci sono 1,1 miliardi di euro nel 2025, 2,2 nel 2026, e 3,3 a decorrere dal 2027, come previsto dall’atto d’indirizzo. Risorse che serviranno a riconoscere ai lavoratori del comparto (1.330.933, secondo l’ultimo aggiornamento Aran) un incremento cumulato nel triennio del 5,4 per cento. Vale a dire 143 euro lordi in più al mese per gli insegnanti e 104 per gli assistenti tecnico-amministrativo (il personale Ata), moltiplicati per 13 mensilità. A cui va aggiunto l’adeguamento di altre voci contrattuali (per 12 mensilità), ad esempio la retribuzione professionale docente che dal 1° gennaio 2027 dovrebbe valere dai 210 ai 328 euro.
Gli aumenti
Per un docente di scuola media l’aumento oscilla dai 119 ai 176 euro a seconda del “gradone” di anzianità, per un professore laureato delle superiori si va da 119 a 185 euro. Per un collaboratore scolastico passiamo da 85 a 110 euro, per un assistente amministrativo da 95 a 128 euro, sempre in funzione dell’anzianità di servizio. Restando a docenti e Ata (i più numerosi, ndr), va ricordato che, se il 1° aprile arriverà davvero la firma sul Ccnl 2025/27, avranno visto aumentare i propri stipendi, rispettivamente, di 416 euro e di 313 euro lordi al mese. A gennaio 2024, infatti, la firma del Ccnl 2019/21 ha riconosciuto aumenti medi di 123 euro per i docenti e di 89 per gli Ata; a novembre 2025 è stato invece raggiunto l’accorso sul rinnovo 2022-24 che ha previsto incrementi, sempre medi, di 150 euro per i prof e 120 per gli Ata. Cifre che, si sommerebbero, ai 143 e 104 euro in più previsti con le risorse stanziate per il Ccnl 2025/27. Cifre e auspici confermati dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Se noi riusciamo a chiudere il 2025/27 e ad anticipare la parte economica con gli arretrati, che credo siano 557 euro, e il 5,4% di aumenti, vuol dire in tutto dare 416 euro in media al mese di aumento al personale docente”.
Alta formazione
Per quanto riguarda il settore dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica l’incremento mensile medi è di circa 165 euro. Qui per i docenti di prima fascia si va da 150 a 225 euro, per i ricercatori da 120 a 180 euro in più. Per il personale amministrativo delle università l’incremento medio è pari a poco più di 130 euro. Il personale del settore ricerca vedrà in media crescere le proprie busta paga di 201 euro lorde al mese.
Nel frattempo fanno passi avanti anche i dirigenti scolastici alle prese con il rinnovo 2022/24. Dopo l’appuntamento andato in scena il 16 una nuova riunione è convocata all’Aran il 25 marzo. Qui si ragiona su aumenti stipendiali del 6% sul monte salari, alla stregua delle altre dirigenze pubbliche. Parliamo di circa 320 euro in più al mese rispetto al Ccnl 2019/21.
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