Si sono chiuse alle ore 15 le urne per il Referendum Giustizia 2026, uno dei passaggi istituzionali più rilevanti degli ultimi mesi. I primi dati disponibili arrivano dagli exit poll e delineano un quadro ancora incerto ma con un leggero vantaggio per il No.
Secondo le rilevazioni di Opinio Rai, il No sarebbe avanti tra il 49% e il 53%, mentre il Sì si fermerebbe tra il 47% e il 51%. Uno scarto minimo, che lascia aperto ogni scenario.
Indicazioni simili arrivano anche da SWG per La7, che conferma una sostanziale parità con un margine leggermente favorevole al No. Anche gli instant poll di YouTrend per Sky TG24 registrano dati coerenti: No tra il 49,5% e il 53,5%, Sì tra il 46,5% e il 50,5%.
Affluenza sopra le attese: dato decisivo
Uno degli elementi più rilevanti di questa consultazione è l’affluenza, che ha superato le aspettative della vigilia. Il dato definitivo si attesta intorno al 58,4%, un livello significativo per un referendum costituzionale senza quorum.
La partecipazione ha avuto un peso determinante nella lettura politica del voto: una mobilitazione più ampia del previsto potrebbe aver inciso sull’equilibrio tra le due opzioni, rendendo il risultato più competitivo.
Risultati referendum in diretta: dove seguirli
Per conoscere l’esito ufficiale del voto bisognerà attendere lo scrutinio reale. Il Ministero dell’Interno pubblicherà i dati aggiornati in tempo reale sulla piattaforma Eligendo, con aggiornamenti progressivi su sezioni scrutinate e risultati parziali.
Se emergerà una tendenza chiara, i risultati potrebbero consolidarsi già nel tardo pomeriggio. In caso contrario, con uno scarto ridotto tra Sì e No, sarà necessario attendere la serata per avere un quadro definitivo.
Un voto ancora aperto
I margini ridotti evidenziati dagli exit poll raccontano un Paese diviso su un tema complesso come la riforma della giustizia. Il risultato finale dipenderà dallo scrutinio delle singole sezioni e potrebbe cambiare anche in modo significativo rispetto alle prime proiezioni.
Per ora, il dato più evidente è l’equilibrio tra le due posizioni e un’affluenza che segnala un forte coinvolgimento dell’elettorato.
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