Le tende sono tornate davanti all’Università Statale di Milano. Il 23 settembre gli studenti del collettivo Cambiare rotta hanno protestato contro il caro affitti e i criteri di accesso agli alloggi universitari. Nello stesso giorno, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha ribadito che i nuovi studentati costano il 15% meno del mercato e ha parlato di un 30% di posti gratuiti.
Per capire che cosa potrà trovare uno studente, però, bisogna distinguere il prezzo calmierato, i posti riservati a chi ha diritto agli aiuti per lo studio e l’eventuale gratuità dell’alloggio. Il bando per i nuovi studentati gestito da Cassa Depositi e Prestiti non indica un prezzo unico nazionale e non stabilisce che il 30% dei letti sia automaticamente gratuito.
Studentati PNRR: come funziona lo sconto del 15%
Il bando impone ai gestori di applicare canoni almeno il 15% inferiori ai valori medi di mercato utilizzati per il calcolo previsto dalla misura. È una soglia minima di riduzione, non una tariffa uguale a Milano, Roma e nelle altre città universitarie.
Questo è il punto decisivo per chi cerca una stanza: uno sconto percentuale può lasciare un costo mensile difficile da sostenere quando il valore di riferimento della città è già alto. Per sapere quanto si pagherà davvero serviranno il prezzo pubblicato dalla singola residenza e le condizioni del posto offerto.
Il Ministero dell’Università precisa che, negli studentati finanziati dal PNRR, i prezzi comprendono servizi essenziali come luce, gas e riscaldamento; in alcune strutture può essere compresa anche la mensa. Quando si confrontano due offerte bisogna quindi controllare quali spese siano incluse, oltre al canone indicato.
Il 30% riservato agli studenti senza mezzi è gratis?
Il bando CDP riserva almeno il 30% dei posti letto agli studenti fuori sede capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi. Per questi posti prevede canoni ulteriormente contenuti rispetto a quelli già calmierati.
La formulazione è importante: “riservato” non significa, da sola, “gratuito”. Anche il Ministero, nel descrivere il piano, collega l’accesso a questa quota alle graduatorie degli enti per il diritto allo studio. La dichiarazione della ministra sulla gratuità va dunque distinta dalla condizione scritta nel bando CDP: per conoscere il costo effettivo del proprio posto occorre verificare l’assegnazione e il beneficio riconosciuto dall’ente competente.
Le proteste di Milano mettono a fuoco un’altra questione. Chi non rientra nei requisiti per il diritto allo studio può accedere a una tariffa ridotta rispetto al mercato, ma questo non significa necessariamente che riesca a pagarla.
Quanti posti sono disponibili adesso
Secondo i dati comunicati dal MUR il 2 settembre, il Piano Housing ha attivato oltre 63.200 posti letto. Questo numero non equivale però a 63.200 stanze già prenotabili per l’inizio dell’anno accademico.
Il Ministero indica circa 33 mila posti già realizzati e spiega che gli ulteriori 30 mila circa saranno disponibili nel 2027. Per gli interventi del bando gestito da CDP, la messa a disposizione dei posti deve concludersi entro il 15 maggio 2027.
Il 21 settembre il MUR ha inoltre presentato una piattaforma con una mappa delle residenze e degli interventi. Può aiutare a individuare le strutture, ma chi cerca alloggio ora deve controllare anche se la residenza è già aperta, se ci sono posti disponibili e come si presenta la domanda.
Come verificare il costo di un posto letto
Prima di scegliere, uno studente dovrebbe cercare la tariffa della struttura specifica e verificare se comprende utenze, mensa e altri servizi. Poi deve capire se il posto è assegnato tramite la graduatoria dell’ente per il diritto allo studio oppure direttamente dal gestore, e quali requisiti si applicano nel suo caso.
Per chi studia a Milano c’è anche una scadenza distinta da quella degli alloggi: la Statale raccoglie fino al 30 settembre le domande per le proprie borse di studio da 1.800 euro. Si tratta di un beneficio diverso, con regole proprie.
Il confronto sugli studentati, in definitiva, si misurerà sui prezzi pubblicati residenza per residenza e sui posti effettivamente accessibili. Il 15% di riduzione è una condizione del bando; il 30% è una quota riservata a studenti con determinati requisiti. Da soli, questi due numeri non dicono ancora quanto pagherà ogni ragazzo per abitare vicino all’università.



