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Dove si informa la Gen Z? Tra social, AI e creator: “Le notizie ci trovano mentre scrolliamo”

CorriereUniv by CorriereUniv
2 Aprile 2026
in Università
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Dove si informa la Gen Z? Tra social, AI e creator: “Le notizie ci trovano mentre scrolliamo”

Per chi ha meno di 24 anni, il telegiornale delle 20 o il quotidiano comprato in edicola sono ormai abitudini lontane. Oggi l’informazione non si cerca più: appare. Scorre tra un video e l’altro, dentro i feed di Instagram, TikTok e YouTube.

A confermarlo è il Reuters Institute: il rapporto con le notizie è stato completamente ribaltato. Non andiamo più a caccia di informazioni, ma le incontriamo mentre scorriamo.


“Uso TikTok, ma poi controllo le fonti”

Le modalità con cui i giovani si informano sono ibride, fluide, personali.

“Uso TikTok e Instagram per informazioni brevi, ma da studente di biologica provo a basarmi su paper scientifici”, racconta uno studente.

Un altro spiega: “Ascolto rassegne stampa Rai e Manifesto, ma anche pagine Instagram. Alcune però sono molto orientate”.

C’è chi preferisce costruirsi un percorso più selettivo: “Scelgo i canali su YouTube e mi informo lì”.


AI e informazione: “È un traduttore”

Tra le novità più evidenti c’è l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle abitudini informative.

“Uso l’AI, ma Perplexity perché ti dice le fonti da cui prende”, racconta una studentessa.

Un’altra osserva: “Ho amiche che parlano con l’AI”.

Secondo il Reuters Institute, il 15% dei giovani utilizza strumenti di AI ogni settimana per riassumere articoli o comprendere meglio temi complessi. L’AI diventa così un filtro, un “traduttore” della realtà.


Instagram, TikTok e YouTube: i nuovi hub dell’informazione

I numeri parlano chiaro:

  • Instagram è la principale fonte di informazione (30%)
  • segue YouTube (23%) e TikTok (22%)
  • Facebook crolla dal 53% al 16%
  • solo il 21% guarda la TV
  • appena il 4% legge giornali cartacei

Il cambiamento è radicale: i social non sono più solo intrattenimento, ma veri e propri spazi informativi.


Perché la Gen Z si fida dei creator

Oggi il 51% dei giovani preferisce informarsi attraverso un creator o un esperto indipendente piuttosto che una testata tradizionale.

Il motivo è semplice: linguaggio diretto, accessibile, percepito come più autentico.

La fiducia si è spostata dai brand editoriali ai volti.


Informazione continua, ma casuale

Nonostante tutto, il 64% dei giovani si informa ogni giorno.

Ma lo fa in modo diverso rispetto al passato: senza rituali, senza appuntamenti fissi.

Le notizie arrivano mentre si scrolla, in un flusso rapido e continuo che mescola informazione, intrattenimento e opinioni.


Una nuova sfida: orientarsi nel flusso

Il punto non è più accedere alle notizie, ma saperle interpretare.

Tra social, AI e creator, la Gen Z si muove in un ecosistema informativo complesso, dove velocità e accessibilità convivono con il rischio di disinformazione.

E la vera competenza diventa una sola: capire di chi fidarsi.

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